Ieri, la Polizia di Stato di Catania, nell’ambito di attività di verifica documentale connessa alla fase istruttoria delle richieste di rilascio di permessi di soggiorno per “lavoro subordinato”, ha denunciato in stato di libertà un cittadino della Costa D’Avorio, di 24 anni, per aver prodotto, a corredo della propria richiesta, una falsa denuncia di rapporto di lavoro domestico, pur effettuata al competente Ufficio I.N.P.S. che avrebbe dovuto comprovare l’esistenza di un rapporto di lavoro tra il medesimo ed un cittadino italiano.

Agli uomini dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Catania, il rapporto di lavoro non è risultato genuino sin dai primi accertamenti svolti sul presunto “datore di lavoro” italiano; infatti, è emerso che lo stesso avrebbe attualmente in carico ben 5 lavoratori domestici, nonostante non disponga di un reddito tale da giustificare l’assunzione di questi lavoratori.

Nel corso dei primi accertamenti, l’odierno indagato ha dichiarato che nel corrente anno ha “acquistato” in zona centro storico la citata “Denuncia di rapporto di lavoro”, corrispondendo una somma di oltre 1.000 euro ad un altro soggetto straniero che lui non conosceva, in corso di identificazione.

In atto gli uomini dell’Ufficio Immigrazione hanno in trattazione numerosissime richieste di conversione di permessi di soggiorno, specie per i cosiddetti motivi umanitari.

Tuttavia, nelle relative fasi istruttorie e di approfondimento è emerso che, sovente, diversi rapporti lavorativi si rivelano “sospetti”.

L’attività di verifica espletata ha consentito di individuare sin ora ben 11 presunti “datori di lavoro”, quantomeno “compiacenti”, la cui posizione è stata puntualmente segnalata agli Organi competenti.

Tale “fenomeno” ha recentemente registrato un lieve incremento, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 113/2018 (c.d. Decreto Sicurezza), convertito in legge n.132/2018: le illecite predisposizioni di documentazioni false o non genuine divengono oggetto di un vero e proprio mercato illegale.