Prosegue il viaggio in Sicilia di Matteo Salvini che si è soffermato a parlare con i giornalisti di diverse questioni.

“L’ho incontrato soltanto una volta, quante volte lo devo dire. Occupiamoci di altro, pensiamo a lavorare tutti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno a margine di una iniziativa elettorale a Motta Sant’Anastasia rispondendo ai cronisti dopo che il M5S  è tornato a incalzarlo sui suoi legami con Arata. Ha poi aggiunto: “Siri? Non commento quello che decideranno altri, parlo di vita reale”.

Salvini ha parlato anche delle sue idee sulle politiche migratorie: “C’è stato un incendio alla baraccopoli di Foggia, mi dicono che noi stiamo facendo bene. E continueremo – ha specificato – ad azzerare le presenze nei mega centri per migranti perché risparmiamo problemi, morti, feriti e quindi andremo avanti a Foggia, così come a Mineo e a Reggio Calabria. L’obiettivo è quello di radere al suolo e di sgomberare tutti quei centri per migranti che sono un problema e non una soluzione”.

Poi, il bilancio di questa due giorni nell’Isola: “Incontrando la gente vedo c’è tantissimo orgoglio: la Sicilia e l’Italia sono orgogliose di essere tornate al centro dell’attenzione europea e mondiale. C’è voglia – ha precisato – di cambiare l’Europa e di tornare a controllare l’agricoltura, la pesca, il commercio, il turismo. Finalmente il Paese è tornato al centro e non è rimasto ai margini come accaduto nei Governi precedenti”.

E ancora: “Abbiamo ragionato di Sicilia, di strade statali, e su questo interesserò il ministro Toninelli. Ci sono strade ferme da decenni per colpe di altri, evidentemente non di chi è al governo da qualche mese”.

“Con Musumeci non abbiamo parlato di voti o di preferenze – ha aggiunto – io lo stimo, lui mi stima e ognuno farà le sue scelte prima e dopo le europee. Abbiamo parlato di cosa ha bisogno la Sicilia, perché puoi avere aziende stupende, agricoltori stupendi ma se non hai strade, ferrovie, aeroporti e porti in grado di portare il made in Italy dalla Sicilia nel modo è un problema. Cercherò di dare una mano al ministro delle Infrastrutture a dare una mano alla Sicilia”.

“Salvini crediamo in te, sei il nostro futuro”. E’ la frase che un bambino di Motta Sant’Anastasia ha scritto su un ritratto di Matteo Salvini consegnato al ministro dell’Interno stamani al suo arrivo nel paese catanese. Salvini ha ringraziato pubblicamente dal palco il bambino e ha commentato: “Sono più bello nel disegno che dal vivo”.

“Vedere le piazze piene ieri a Bagheria, Monreale e a Caltanissetta – ha detto –  mi ha riempito il cuore e mi ha confermato che la scelta di portare la Lega in tutta Italia e non solo in Lombardia, in Veneto e in Piemonte è stata giusta. Per la Lega, ma soprattutto per gli italiani è la ricompensa migliore al di là dei ministeri e dei sondaggi che posso avere”.

E poi: “Avevamo promesso una legge sulla legittima difesa, la legittima difesa è legge. Entri in casa mia? Posso difendermi. E non è il far west”. Così il ministro commenta la promulgazione della legge sulla legittima difesa da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Salvini ha anche parlato della difficile situazione del Comune di Catania: “Con il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che ha lasciato Forza Italia in disaccordo con il suo ex partito per le candidature alle Europee, abbiamo parlato, come già fatto in passato e come faremo in futuro, dei problemi dei catanesi e dei debiti accumulati dalle precedenti amministrazioni” comunali. “E’ per questo che – ha aggiunto – quando si parla di aiutare un sindaco in Italia, e in questo caso il sindaco Raggi, io dico ‘ragazzi andiamoci piano’, perché ci sono tanti sindaci, da Catania ad Alessandria, da Savona alla Calabria, che hanno difficoltà economiche: bisogna aiutarli tutti perché non ci sono sindaci di ‘serie A’ e di ‘serie B’. Quindi stiamo ragionando come aiutare i cittadini di Catania. Poi – ha sottolineato Salvini – non entro nel merito degli abbandoni di Forza Italia e non commento le parole di Miccichè che qua mi insulta un giorno sì e un giorno sì. Saranno i siciliani il 26 maggio a decidere se è meglio l’insulto quotidiano di Micicchè o meglio la Lega che costruisce”.

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