Sequestro di oltre 6.200 metri quadrati di aree demaniali marittime nella zona del porto turistico “Porto Rossi”, in località Caito a Catania. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Guardia Costiera su delega della procura etnea, nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti ambientali per la presenza di rifiuti e materiali di risulta.
L’indagine nasce dal ritrovamento di un ingente quantitativo di sfabbricidi e residui edili emersi durante i lavori di ripristino delle infrastrutture portuali, danneggiate dalle mareggiate del gennaio 2026. Una prima fase degli accertamenti aveva già portato al sequestro preventivo delle prime zone interessate.
I militari hanno sequestrato un’ulteriore porzione di terreno in esecuzione di un decreto di sequestro probatorio. Nello specifico, il provvedimento riguarda un tratto della strada di accesso al porticciolo di circa 1.300 metri quadrati – comprensivo di manto stradale, sottofondo e pertinenze – e altre due aree demaniali marittime per un totale di circa 4.910 metri quadrati.
Il blocco delle superfici consentirà ai tecnici di svolgere accertamenti sulla natura e sulla stratificazione dei materiali presenti nel sottosuolo, verificando se i residui di cantiere siano stati impiegati per la realizzazione della viabilità e delle strutture portuali. Le indagini proseguono per chiarire le modalità di posizionamento dei rifiuti e individuare le eventuali responsabilità.



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