Stamattina corteo dei lavoratori Sirti a Catania. Sono 833 i potenziali esuberi (su 3692 addetti totali) dell’azienda che si occupa di telecomunicazioni e che lavora su tutto il territorio nazionale.tr

I lavoratori hanno sfilato da piazza Roma a via Etnea, fino ai balconi della prefettura prima dell’incontro al Mise alla ricerca di possibili soluzioni.

“La crisi del settore delle telecomunicazioni rappresenta un’anomalia tutta italiana, provocata da committenti come Tim che chiedono ribassi anche a gare già fatte – dice Michele Paliani, in rappresentanza della segreteria nazionale Uim -. Così, si favoriscono piccole aziende che partecipano alle gare al minor prezzo e moltiplicano i sub-appalti. Anzi, siamo in presenza di sub-sub-sub-appalti …! Serve, quindi, una scelta di governo per la regolamentazione del Sistema Paese nell’approccio alle sfide della telecomunicazione. In questo contesto, poi, esiste uno specifico caso-Sirti. Diciamolo con chiarezza: la Sirti s’è comportata malissimo, perché storicamente nei suoi quasi cento anni di storia ha unito l’Italia nel settore delle tlc e non può certo adesso comportarsi come sta facendo. Appena due mesi dopo avere firmato l’accordo integrativo, l’anno scorso, ha dichiarato 234 esuberi per la commessa persa con Wind. Ora, si presenta con 833 esuberi che non possiamo certo accettare. Ciò vale particolarmente in Sicilia e Calabria, nel Meridione, già colpite duramente dal tracollo occupazionale. Noi, dunque, stiamo mettendo in campo una serie di azioni per contrastare questo disegno: al governo abbiamo chiesto da tempo un tavolo di settore, con l’azienda siamo pronti al confronto ma soltanto se si vuole discutere partendo dall’obiettivo di esuberi zero”.