La grande cantieristica navale in Sicilia conta due filoni non concorrenti ma complementari, la navalmeccanica a Palermo e la cantieristica specializzata e di nicchia tra Trapani, Messina e Siracusa, altamente specializzate nelle lavorazioni in alluminio, nella costruzione di imbarcazioni veloci, e tanto altro. Realtà importanti che rappresentano il 4,4% della produzione nazionale di costruzione e riparazione navale per un totale di oltre 8 mila lavoratori fra diretti e indotto. Il settore cantieristico navale in Sicilia si conferma dunque uno dei pilastri fondamentali per il rilancio industriale dell’isola. La sua posizione al centro delle rotte commerciali del Mediterraneo, unita alle nuove opportunità offerte dalla transizione energetica, posiziona la regione come un hub potenziale di rilevanza europea. Da qui parte la riflessione voluta dalla Fim Cisl Sicilia con l’incontro “Rilancio dell’industria navale e il Libro Verde CISL” che si è svolto nella sede della Cisl Palermo Trapani a Palermo alla presenza del segretario generale Fim Cisl Sicilia Piero Nicastro, del segretario regionale Fim Antonio Nobile, del segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana, del segretario nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis, e delle due aziende, Fincantieri con l’HR Alessandro Cantagalli e la Trapani Shipyard con l’AD Giovanni Luca Morra. Le realtà principali in Sicilia sono dunque Fincantieri Palermo , Trapani Shipyard / Liberty Lines , Arsenale Augusta e Messina (Intermarine, Rodriquez), per un bacino di lavoratori che supera gli 8 mila fra diretti e indotto. L’incontro è stata una occasione per fare il punto della situazione sulla cantieristica navale. “Palermo torna a costruire, Trapani cresce. Si comprende allora perché il settore è di grande interesse per il futuro della nostra regione, in un momento di grandi cambiamenti dobbiamo essere in grado di governare per non rischiare la coesione sociale” ha affermato il segretario generale FIm Cisl Sicilia Piero Nicastro. La Fim ha lanciato durante l’incontro le sue proposte: un tavolo regionale permanente della cantieristica navale tra sindacati, Regione Siciliana, le Autorità di Sistema Portuale e le aziende del settore e un Polo Formativo della Navalmeccanica Siciliana per affrontare il tema della distanza tra domanda e offerta di lavoro; il pieno sfruttamento della ZES Unica; il completamento dei bacini e infrastrutture portuali (il bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate a Palermo e l’adeguamento delle banchine a Trapani e Augusta come precondizioni essenziali per catturare la domanda di refit pesante e assemblaggio dell’eolico offshore) e provare a raggiungere la leadership nel Green Shipping e Floating Wind (eolico galleggiante) per sviluppare competenze nella costruzione e gestione di imbarcazioni di servizio in alluminio (CTV) e di navi a basse emissioni garantirà competitività di lungo periodo nel mercato internazionale; . Un ruolo fondamentale nel rilancio del settore lo ricopre la contrattazione di secondo livello. Le aziende hanno confermato il rilancio delle realtà territoriali di Palermo e Trapani punti di riferimento nazionali e internazionali dei due filoni della cantieristica siciliana. Ma bisogna affrontare i temi delle infrastrutture da realizzare e della formazione dei lavoratori, partendo dal confronto continuo con le parti sociali. “Il Protocollo d’Intesa sul modello produttivo e sugli appalti della filiera di Fincantieri – ha spiegato il segretario regionale Fim Cisl Sicilia Antonio Nobile -, è un esempio di come la contrattazione può fare la differenza anche in ambiti molto complessi da gestire. Si tratta di indirizzi condivisi con l’Azienda che stabiliscono principi chiari per la semplificazione, la trasparenza e la sostenibilità sociale della catena di fornitura. Sarebbe opportuno ed auspicabile che questo protocollo possa diventare modello da estendere anche ad altre realtà dell’industria siciliana”. La navalmeccanica siciliana, è stato ribadito durante l’incontro, si trova dinanzi a un passaggio storico decisivo. “La combinazione tra una posizione geostrategica privilegiata nel Mediterraneo, la prospettiva di lungo periodo dei portafogli ordini, la transizione verso il green shipping e l’affermazione delle tecnologie ibride e dell’alluminio, offre una straordinaria opportunità di riscatto industriale ed economico per l’intera regione. Adesso è il momento di preparare il settore e gestire questo cambiamento” ha aggiunto Nicastro. “Tuttavia, l’innovazione tecnologica, i fondi del PNRR e le infrastrutture di cantiere non sono di per sé sufficienti a garantire uno sviluppo duraturo se disgiunti dalla qualità e dalla dignità del lavoro. La forza del comparto risiede nelle persone: nelle competenze maturate dalle maestranze storiche e nella capacità di attrarre e qualificare le giovani generazioni trasformando la manodopera in ‘testa d’opera’. Fondamentale sarà dunque la contrattazione di secondo livello moderna e d’anticipo, il rigido recepimento dell’accordo appalti Fincantieri a tutela di tutto l’indotto, la definizione di un protocollo etico e partecipato sull’Intelligenza artificiale e l’applicazione dei principi del Libro Verde della Cisl nazionale. A tal proposito, per il segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana: “Il futuro della cantieristica siciliana si gioca sulla capacità di governare le transizioni e di trasformarle in sviluppo, investimenti e lavoro di qualità” . Per la Cisl è indispensabile che si guardi a tutto il settore industriale nell’Isola, verso una direzione che è quella tracciata dal Libro Verde della Cisl, ovvero una politica industriale di lungo periodo, fondata sulla partecipazione, sulla formazione, sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro. “Chiediamo al governo regionale e alle imprese – ha aggiunto La Piana – di condividere una strategia per la cantieristica e, più in generale, un vero Patto sociale per la Sicilia. La crescita non può essere costruita sul dumping contrattuale o sulla compressione delle tutele, ma sulla valorizzazione delle competenze e della dignità di chi lavora”. Per il segretario organizzativo nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis che ha concluso, “il sostegno al settore nell’Isola può avere un effetto positivo sull’intero Paese. L’approccio di sistema proposto dalla Fim e Cisl Sicilia per rilanciare il comparto è condizione necessaria. La cantieristica navale dopo il tremendo periodo del Covid ha ripreso a crescere, anche settore civile e commerciale. Un rilancio produttivo e occupazionale che può strutturare una presenza industriale di qualità nel medio lungo periodo”.
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