L’Irccs Oasi di Troina, nell’Ennese, che si occupa della problematica dell’invecchiamento cerebrale senile e della demenza, ha realizzato e continua a farlo diversi studi di tipo traslazionale nell’area della malattia di Alzheimer e questo tipo di ricerca, rappresenta attualmente una priorità nell’ambito dello studio scientifico condotta presso l’istituto diretto dal dottor Raffaele Ferri, come recentemente sottolineato sia dal direttore generale avvocato Claudio Volante che dal presidente dell’Irccs Padre Silvio Rotondo.

L’accordo con l’università di Catania

Nel 2020, in virtù di un Accordo-Quadro di Ricerca tra l’Università degli Studi di Catania e l’Irccs Oasi, siglato dal Magnifico Rettore Francesco Priolo e dal Presidente dell’Oasi Padre Silvio Rotondo, è stata istituita la “Piattaforma congiunta integrata di ricerca traslazionale Irccs-Università”, con tre Uor (Unità Operative di Ricerca): la UOR di Bioinformatica e Statistica, la UOR di Neurofarmacologia e Neuroscienze Traslazionali e la Uor di Neurofisiologia Clinica.

Attività di ricerca

L’attività di ricerca dell’Uor di Neurofarmacologia e Neuroscienze Traslazionali, diretta dal professor Filippo Caraci, è attualmente focalizzata sull’analisi dei meccanismi fisiopatologici alla base della malattia di Alzheimer al fine di individuare nuovi target farmacologici (TGF-ß1) per strategie di neuroprotezione.

Questa linea di ricerca viene sviluppata in collaborazione con prestigiosi enti internazionali come la McGill University (Montreal, Canada) e l’Inserm U1215 (Neurocentre Magendie, Bordeaux) con il quale l’Irccs di Troina sta anche sperimentando, all’interno del Progetto europeo ICOD, il “Bordeaux maze test” unico tool diagnostico in grado di rilevare precocemente il deterioramento cognitivo sia in modelli animali che in pazienti con AD o AD e sindrome di Down, da utilizzare per possibili futuri studi preclinici e clinici con farmaci ad azione disease-modifying.

La giornata mondiale dell’Alzheimer

Oggi 21 settembre  ricorre la giornata mondiale della malattia di Alzheimer (AD), una malattia neurodegenerativa cronica, attualmente incurabile, caratterizzata dalla progressiva perdita della memoria, delle capacità di orientamento spazio-temporale e da disturbi del comportamento quali aggressività o depressione. È stato stimato che in Italia i soggetti affetti da malattia di Alzheimer siano circa 700 mila e il numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni.

Le terapie attualmente disponibili in commercio per il trattamento dell’AD sono esclusivamente di tipo sintomatico, ma non interferiscono direttamente con i processi neurodegenerativi specifici dell’AD, e possono solo ritardare lievemente il deterioramento cognitivo che è proprio della malattia. Una risposta concreta può arrivare dalla medicina traslazionale ed in particolare dalla farmacologia traslazionale.

La medicina Traslazionale si basa infatti sulla capacità di trasferire in modo rapido nuove conoscenze dalla scienza di base a quella biomedica, in modo da generare applicazioni diagnostiche e terapeutiche avanzate offrendo nel contempo nuovi strumenti di indagine.