Lo sport come strumento per abbattere le barriere della diversità e per favorire un reale processo d’integrazione. Questo il tema principale di un convegno che è stato organizzato dall’Irccs Oasi Maria SS. di Troina, centro di eccellenza sulla Disabilità Intellettiva, la MATTroina Associazione sportiva di pallamano, la FISDIR (Federazione Italiana Sport Paraolimpici degli intellettivo relazionali), e con la partecipazione del Comune di Troina e del comitato FIGH (Federazione Italiana Gioco Handball) Sicilia.

Obiettivo dell’incontro la realizzazione di un progetto di ampio respiro che metta insieme enti sportivi, famiglie e realtà che si occupano di cura e riabilitazione, coinvolgendo tutti in un’unica rete, che garantisca l’inclusione attiva delle persone con disabilità cognitiva e motoria, evidenziando lo sport come stile di vita e riconoscendone la responsabilità sociale.

Diversi i protagonisti di questo appuntamento che si è tenuto nella sala “G. Martino” della Cittadella dell’Oasi, tra esperti del settore, professionisti e le testimonianze di Paolo Nicolosi detto “Pablo (lo speciale ballerino con la Sindrome di Down), e Carmelo Messina (Campione del mondo, atleta FISDIR calcio a 5), entrambi siciliani. Tra i temi trattati: I benefici dello sport per le persone con disabilità, le discipline sportive che abbattono le barriere e gli ausili sportivi per le persone con disabilità. Luci e ombre su questo binomio. La pratica sportiva con le sue diverse e immense discipline genera evidenti benefici a livello fisico, motorio, cognitivo, emotivo e soprattutto assume anche una funzione di inclusione e integrazione a livello sociale, in quanto consente la possibilità di poter esprimere le proprie e diverse abilità nelle eterogenee articolazioni sportive.

Un’esperienza diversa che aiuta a sfidare le difficoltà del quotidiano, superando le barriere emotive e psicologiche, creare nuove opportunità e sviluppare anche nuove potenzialità. Le criticità però non mancano e rimane ancora molto strada da fare soprattutto nella dimensione familiare e personale. Se da un lato abbiamo modelli positivi e forti di una rinnovata voglia di andare avanti, grazie anche a degli esempi che provengono da vere e proprie icone nell’ambito dello sport paralimpico, dall’altro, come ha detto Gaspare Majelli, Consigliere nazionale federale FISDIR, “ si registrano ancora grosse difficoltà nell’ambito sociale, nei retaggi culturali della gente, delle famiglie e non tutti sono aperti a far vivere queste esperienze. Molti hanno da risolvere problemi personali, di accettabilità di questa realtà.