Mentre i mercati internazionali del greggio s’impennano sull’onda delle tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele, e il prezzo alla pompa continua a salire in tutta Italia come in un’amara conta, a Centuripe, antico borgo arroccato sulle colline dell’ennese, il problema non è quanto costa la benzina. Il problema è che la benzina, semplicemente, non c’è.

Manca il carburante

Da poco meno di due mesi, l’unico distributore di carburante – Tamoil – che serviva l’intero comune ha abbassato la serranda. Non per sciopero, non per ristrutturazione, non per le solite ferie anticipate del Meridione. Il gestore, stando a quanto emerge, non avrebbe più la solidità economica per portare avanti l’attività. Un copione già visto, in fondo, in molti piccoli comuni italiani dove i margini si assottigliano e le pompe chiudono una dopo l’altra, lasciando i residenti in balia di una logistica da altri tempi.

Il problema, però, non è scoppiato dall’oggi al domani. Già nelle settimane precedenti alla chiusura definitiva, benzina e diesel finivano a metà giornata, creando code e malumori. Persino le forze dell’ordine si sono trovate in difficoltà: le auto di servizio impossibilitate a rifornirsi, con tutto ciò che ciò comporta in termini di sicurezza pubblica in un territorio già non facile da presidiare.

Bisogna andare a Catenanuova

Oggi, per fare il pieno, i centuripini devono scendere a Catenanuova: dodici chilometri di strada provinciale, andata e ritorno. Una tratta che in molti, specie gli anziani o chi ha un’utilitaria con la spia della riserva sempre accesa,  percorrono con il fiato sospeso, facendo i conti in tasca su quanti chilometri mancano prima di restare a piedi. E il paradosso è evidente: parte del carburante acquistato si consuma proprio nel viaggio di ritorno verso casa. Un piccolo, bruciante controsenso.

Il sindaco si muove: Tamoil convocata, 16 candidati, 4 finalisti

Non è rimasto con le mani in mano il sindaco Salvatore La Spina. Appena consolidata la situazione, ha bussato direttamente alla porta della Tamoil, la società proprietaria del marchio sotto cui operava il distributore. La compagnia ha risposto: ha estromesso il gestore inadempiente e ha contestualmente pubblicato una manifestazione di interesse per individuare un nuovo affidatario dell’impianto. Sedici candidati si sono fatti avanti — segno che, evidentemente, l’appetito per il business non manca neppure in paesi di duemila abitanti. La Tamoil ne ha selezionati quattro.

Domani – 19 marzo – sarà una giornata decisiva. Il responsabile di area della Tamoil, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Caltanissetta, si recherà a Centuripe per un sopralluogo tecnico all’impianto. Al termine dell’ispezione, verrà designato il futuro gestore. Non sarà, però, la parola definitiva: mancano ancora due passaggi burocratici — l’autorizzazione della casa madre e il rilascio della licenza — ma la rotta sembra ormai tracciata.

«La Tamoil assicura che entro la fine di aprile l’impianto sarà nuovamente operativo»— Salvatore La Spina, sindaco di Centuripe

Entro fine aprile, dunque, Centuripe dovrebbe tornare autonoma. Non è una grande notizia nell’accezione classica del termine: non ci sono morti, non ci sono scandali, non ci sono eroi. C’è solo un paese che ha perso per quasi sessanta giorni un servizio essenziale, che ha dovuto inventarsi una logistica quotidiana fatta di calcoli sul serbatoio e giri extra, e che ora aspetta con una pazienza tutta meridionale che qualcuno riaccenda la pompa.

Nel frattempo, mentre i grandi della terra litigano per il controllo degli stretti e dei pozzi, a Centuripe si aspetta solo che torni disponibile qualche litro di verde. Piccola storia di provincia, certo. Ma anche specchio, in scala ridotta, di quanto sia fragile la modernità quando una pompa di benzina si ferma.