Celiachia, “ne soffre un italiano su 90, ma è soltanto la punta dell’iceberg perché molte persone sanno di essere afflitti da questa patologia”. Lo ha detto a Casa Minutella,  Paolo Brunello, il presidente dell’Associazione Italiana Celiachia. L’ultima puntata del talk show condotto da Massimo Minutella si è tenuta ad Expocook, la fiera del settore ristorazione, conclusa ieri sera dopo tre giorni di eventi. Oltre a offrire una panoramica sulle eccellenze dell’agroalimentare siciliano e del mondo della ristorazione, Expocook ha affrontato anche i temi legati al rapporto cibo e salute. E si è parlato anche di celiachia.

Celiachia, “non possiamo rischiare minima contaminazione”

Cosa sia questa patologia lo ha spiegato proprio Brunello: ” È un’intolleranza permanente al glutine, causata appunto da un’infiammazione dell’intestino. È una malattia irreversibile , l’unico modo per curarla è adattarsi ad una dieta senza glutine, una scelta salvavita per il celiaco. Non possiamo permetterci il lusso di avere la minima contaminazione”.

Siamo in trincea, servono strategie per migliorare gli screening

“Siamo in trincea – spiega il presidente dell’Associazione – e per questo siamo qui ad Expocook, dove si parla di cibo, con la presenza di cuochi  e chef che sono i primi a dover saper gestire le necessità del celiaco quando è ospite nei loro locali”. “Noi facciamo tanto come associazione e abbiamo un progetto importante che  punta a garantire le migliori condizioni di sicurezza per i celiaci quando vanno fuori a mangiare. Il nostro progamma si chiama FC e prevede percorsi di formazione di base e momenti di verifica nei locali, per capire se  offrano le  condizioni per offrire un piatto senza glutine in sicurezza”.   Per Brunello è necessario avviare degli screening per monitorare correttamente la diffusione della celiachia: “le diagnosi devono essere fatte in maniera veloce e precoce. Per arrivare a fare una diagnosi di celiachia, sembrerà strano, oggi ci vogliono almeno sei anni dal sintomo iniziale della patologia”.