La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta sulla morte di un bambino di dieci mesi, venerdì scorso, in seguito alle conseguenze riconducibili all’ostruzione delle vie respiratorie causata da un oggetto ingerito. Lo scrive La Gazzetta del Sud.

La madre del piccolo si stava apprestando a cambiare l’indumento intimo al figlio, quando il bambino ha preso tra le mani una ventosa, appartenente ad una clessidra. L’oggetto è rimasto incastrato in gola. Una vicina di casa, infermiera di professione, è riuscita a levare la ventosa dalla gola, ma solo dopo qualche minuto.

Il bambino è stato quindi trasportato dagli operatori del 118 in ambulanza al Policlinico universitario di Messina, e qui nel giro di un paio di ore è deceduto.

Nel fascicolo aperto dalla Procura risultano indagati per omicidio colposo entrambi i genitori, che sono già stati interrogati dalla polizia giudiziaria ed hanno fornito i dettagli sull’episodio.

Appena una decina di giorni fa la Sicilia ha approvato una legge sulla disostruzione pediatrica, il nome specifico di quella tipologia di pronto intervento che evita il soffocamento dei bambini.

Il disegno di legge di cui Valentina Palmeri (Attiva Sicilia) è prima firmataria ha superato l’esame dell’Ars.

“Ogni anno si riescono a salvare moltissime vite – sottolinea Palmeri – grazie alla formazione rivolta a genitori, a insegnanti, al personale scolastico e in maniera estensiva a tutti coloro i quali a vario titolo hanno in custodia i bambini. Sono manovre essenziali che consentono, tra l’altro, di evitare anche i danni cerebrali che si possono determinare in caso di mancanza prolungata di ossigeno”.

A rimarcare l’importanza del disegno di legge, durante i lavori della Commissione prima e dell’aula dopo è stato anche l’intervento del dottore Marco Squicciarini, un’autorità nel campo della disostruzione e rianimazione cardiopolmonare, per anni esperto in materia presso il Consiglio Superiore di Sanità.

“Intendiamo promuovere la formazione in ogni ambito – conclude Palmeri – anche nei corsi di preparazione al parto perché questo tipo di incidente è più frequente di quanto si possa pensare. E la capacità d’azione unita alla tempestività fa la differenza. Non a caso si parla di manovre salvavita perché la perizia di chi interviene è la condizione essenziale affinché il bambino eviti il soffocamento e resti del tutto illeso”.