Pensionamenti e mancate nuove assunzioni mettono in crisi i lavoratori delle banche siciliane del gruppo Unicredit che stanno iniziando varie mobilitazioni per chiedere all’azienda provvedimenti incisivi per risolvere il problema della carenza di personale. Per questo motivo anche i lavoratori di Unicredit di Messina sono stati chiamati ad uno sciopero locale, proposto da alcune sigle.

La carenza di personale, determinato da esodi e pensionamenti selvaggi e dalle mancate nuove assunzioni in Sicilia, è una questione denunciata a tutti i livelli dai sindacati “ma che certamente non può essere risolta con uno sciopero aziendale in ambito locale per un fenomeno  che riguarda tutte le banche presenti nella nostra Regione”, come dichiara Gino Sammarco, dirigente della Uilca-Uil Sicilia.

“Sull’opportunità di derubricare una necessaria vertenza nazionale ad una questione territoriale – afferma Sammarco -, pur condivisibile e drammatica,  si è purtroppo cristallizzata una divisione del fronte sindacale locale, ma, per superare ciò il sindacato, nell’interesse dei lavoratori, come già sottolineato dal responsabile  Coordinamento nazionale Uilca Unicredit Banca, deve andare oltre sterili inutili e dannosi protagonismi che non risolvono i reali problemi della categoria. Il sindacato deve fare un passo avanti recuperando la necessaria unitarietà, rilanciando nelle sedi proprie una vertenza che è patrimonio di tutte le OO.SS. siciliane. Vertenza che denunci i carichi di lavoro esagerati, le insopportabili pressioni commerciali, le mancate assunzioni in Sicilia e per il diritto al lavoro per i nostri giovani”.

Il sindacato rilancia quindi una battaglia comune che consenta ai bancari di avere una migliore qualità della vita in azienda e che dia una speranza di lavoro ai giovani siciliani. “Come Uilca Sicilia – prosegue il sindacalista –  ci impegniamo sin da adesso unitariamente a promuovere e sostenere questa vertenza. Ci  auguriamo che anche il governo regionale ed i politici siciliani  che siedono in Parlamento raccolgano la nostra sfida e che si impegnino seriamente, al di la di sterili comunicati stampa, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori bancari nella battaglia per il diritto al lavoro e allo sviluppo della nostra terra”.