• Gettato dal ponte perchè gli hanno sequestrato il cane?
  • La domanda che si pongono gli animalisti dopo il tentato suicidio di un uomo
  • L’uomo sofferente di depressione, secondo le testimonianze, si sarebbe gettato per la disperazione

Nei giorni scorsi un uomo si è lasciato cadere dal ponte Provvidenza a Patti (ME) finendo in un terreno sottostante. Un fatto che ora lascia presagire una storia di disperazione legata alla perdita del proprio cane. L’animale, infatti, era una delle ragioni per cui l’uomo continuava a sopportare di vivere nonostante la grave forma di depressione che lo attanagliava. Lo denuncia un’associazione animalista.

Il tentativo di suicidio

A Patti subito si era parlato di un tentativo di suicidio anche se non erano chiare le motivazioni dell’insano gesto del quarantenne che è stato poi ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Messina. “Ora emerge un fatto nuovo che potrebbe chiarire le motivazioni del gesto – si legge in una nota dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente Italiambiente -. Infatti dalla testimonianza di alcune volontarie animaliste pare che qualche giorno prima che l’uomo si gettasse dal ponte gli era stato sequestrato il cane e questo avrebbe forse acuito in lui la depressione di cui soffriva insieme ad altre patologie”.

L’intervento degli animalisti

“Si tratta di una questione delicata – scrive Lorenzo Croce presidente dell’Associazione – una questione che deve essere approfondita nelle opportune sedi, noi presentiamo un esposto alla procura di Patti per chiedere una verifica su quanto accaduto e, se era stato sequestrano il cane, vorremmo capire se vi erano gli estremi, non vogliamo puntare il dito contro nessuno, ma spesso i cani sono gli unici compagni di vita di persone che vivono ai margini della società e l’averlo tolto potrebbe aver scatenato nell’uomo delle reazioni incontrollate”.

L’esposto in procura

“Noi – conclude la nota AIDAA- siamo da anni impegnati nel controllo dei cani dei clochard, e ancora oggi non è facile distinguere tra chi il cane lo sfrutta per l’elemosina e chi lo vive come una compagnia inseparabile, nel caso specifico chiediamo di chiarire i fatti e magari di restituire il cane al suo compagno umano, magari sotto la supervisione di qualche volontario animalista che si prenda il compito di tenere d’occhio la situazione”.