Ieri, giovedì 7 ottobre, il Consiglio dei Ministri, all’unanimità, ha dato via libera al decreto che allenta le misure anti Covid-19, riportando al 100%, in zona bianca, le capienze degli spazi culturali, e a un massimo del 75% per le discoteche all’aperto e del 50% al chiuso, percentuali superiori a quelle indicate dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS).

Per Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, contattato da Adnkronos Salute, «ieri c’è stato un bello strappo tra Governo e CTS a dimostrazione del fatto che sulle aperture e chiusure deve decidere il Governo perché sono scelte politiche e non tecnico-scientifiche. E su questo sono totalmente dalla parte del Cts a cui vengono fatte domande per le quali non c’è risposta, che basi ci sono per dire che c’è differenza di rischio tra capienza al 35, al 50 o 80%? Non ci sono dati o evidenze scientifiche. Quindi l’aumento della capienza è solo una decisione politica».

«Non vedo la logica di arrivare al 100% di capienza per cinema e teatri e non per gli stadi – ha aggiunto Bassetti – visto che questi ultimi sono all’aperto. Immagino forse solo per una questione di accessi e deflussi».

L’esperto ha anche detto: «La scelta del Governo di avere più coraggio rispetto al parere del CTS sulle capienze per le discoteche è un primo passo per arrivare ad una completa normalità. Mi auguro, se la situazione rimane questa, che nel prossimo mese e mezzo, a novembre, si possa arrivare anche al 100% di capienza per gli stadi. E poi in chiusura di anno togliere il Green pass, in modo tale che si eviti contrapposizione sociale, siamo arrivati dove volevamo arrivare e chi non si è vaccinato si proteggerà con la mascherina e con altri dispositivi. Ma dobbiamo tornare a come era prima».

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