“Per ora mi limito a dire vergogna! In famiglia decideremo se tutelarci in altre sedi. Questo Paese è alla deriva ma a tutto c’è un limite!”. Così Fabio Trizzino, marito della figlia di Paolo Borsellino, Lucia, commenta su facebook quanto accaduto al programma della Rai “Realiti”.

“Nessuna volontà censoria. Ognuno è libero di sragionare come vuole. Lo garantisce l’articolo 21 della Costituzione. Trovo però alquanto bizzarro – aggiunge – che non ci si sia preoccupati di garantire un contraddittorio. Cosi per spiegare che quegli uomini, per ripristinare la primazia di quelle istituzioni che riconoscono il diritto di parola anche al neomelodico, hanno operato per puro spirito di servizio e con responsabilità. Con l’unica colpa di non girarsi dall’altra parte. Ecco oggi sta tornando di moda questo ‘girarsi dall’altra parte’ per paura, ignoranza, superficialità etc”.

“A questo si vuole reagire, per ricordare che tutto fu assai difficile e amaro per Falcone e Borsellino. La loro soddisfazione per i risultati ottenuti – conclude – non fu mai fine a stessa ma un tributo al miglioramento della società. In primis di quella siciliana. Ma si sa durò poco anche quella! Propongo quindi che la Rai ripari a questa leggerezza facendo confrontare i neo melodici con i tanti ragazzi che invece hanno capito il sacrificio di Falcone e Borsellino. E ce sono tantissimi in giro per l’Italia e vi assicuro nel mondo intero”.

Sulla vicenda ha parlato anche la sorella di Giovanni Falcone, Maria: “La Fondazione Falcone ha apprezzato molto la sensibilità con cui la Rai ha stigmatizzato quanto accaduto durante la puntata di Realiti del 5 giugno scorso. È fonte di sollievo inoltre che tantissimi italiani si siano indignati davanti alle scellerate parole di un giovane che ha mostrato in diretta tv la sua ignoranza e la sua superficialità, parlando di temi di cui non ha alcuna conoscenza ed esprimendo giudizi su persone che per difendere la sua Terra e il suo futuro hanno perso la vita” dice la presidente della fondazione intitolata al giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia 27 anni fa.

“Riteniamo che sia fondamentale – aggiunge –  un controllo da parte degli autori e dei conduttori delle trasmissioni tv che tanto impatto hanno sull’opinione pubblica e sulla formazione delle coscienze, soprattutto quando si affrontano temi tanto importanti”.

“La nota della Rai di oggi è l’ulteriore prova della sensibilità sempre mostrata dall’Azienda – conclude Maria Falcone- sui temi della legalità e della criminalità organizzata”.

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