Un ciclone mediterraneo estremamente intenso, ribattezzato Harry dalla comunità scientifica, sta interessando in queste ore le Isole Maggiori, la Calabria e parte del Sud Italia, con fenomeni meteo definiti eccezionali anche dagli esperti. Si tratta di una configurazione particolarmente insidiosa, capace di produrre effetti simili a quelli di una tempesta tropicale, pur sviluppandosi nel bacino del Mediterraneo.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il sistema ciclonico resterà attivo almeno per altre 24 ore, mantenendo condizioni di massima allerta su vaste aree del Paese. Piogge torrenziali, vento di burrasca, mareggiate estreme e nevicate abbondanti in montagna stanno mettendo a dura prova territori già fragili.

Ma perché questo ciclone è così violento? E perché sta colpendo proprio ora?

I tre ingredienti che hanno dato vita al ciclone Harry

Dal punto di vista meteorologico, la nascita di questo ciclone non è casuale. È il risultato di una combinazione molto precisa di fattori atmosferici e marini.

Il primo ingrediente è un’area di bassa pressione in risalita dal Nord Africa, in particolare tra Algeria e Tunisia. Questa depressione trasporta aria mite e molto umida verso il Mediterraneo centrale, fornendo energia al sistema.

Il secondo elemento è rappresentato dalle correnti polari in discesa dai Balcani, aria fredda e instabile che entra in collisione con quella più calda africana. È proprio questo contrasto termico a favorire la rapida intensificazione del ciclone.

Il terzo, e forse più preoccupante, fattore è la temperatura del Mar Mediterraneo, che in queste settimane risulta più calda di circa 2,5°C rispetto alla media climatica. Un’anomalia enorme per il periodo invernale, che trasforma il mare in una vera e propria “benzina” per le tempeste.

Il risultato è un mix esplosivo che sta generando eventi meteo di portata straordinaria.

Piogge torrenziali e accumuli eccezionali: rischio idrogeologico elevato

A confermare la gravità della situazione è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, che spiega come il ciclone stia insistendo tra Sardegna, Sicilia, coste libiche e Calabria, con fenomeni persistenti.

Nelle prossime ore sono attesi nubifragi intensi sulle Isole Maggiori e sulla Calabria, con accumuli di pioggia localmente superiori ai 200 millimetri in 24 ore. Le aree più esposte sono:

  • i settori orientali di Sicilia e Sardegna
  • le zone meridionali e ioniche della Calabria

Queste precipitazioni eccezionali sono ulteriormente alimentate dal calore del mare, che mantiene una temperatura di circa 19°C, un valore decisamente elevato per l’inverno.

Il rischio principale è quello idrogeologico, con possibili allagamenti, esondazioni di fiumi e torrenti, frane e smottamenti.

Neve abbondante in montagna: accumuli storici sull’Etna

Non solo pioggia. Il ciclone Harry sta portando anche nevicate molto abbondanti, grazie all’ingresso di aria più fredda in quota.

Tra Basilicata e Calabria la neve cadrà copiosa oltre i 900 metri, mentre sui rilievi calabresi gli accumuli aumenteranno sensibilmente sopra i 1.200 metri nella giornata di mercoledì.

Situazione eccezionale sull’Etna, dove oltre i 1.700 metri sono previsti più di 2 metri di neve fresca. Un dato notevole, che testimonia la potenza del sistema ciclonico e la quantità di umidità coinvolta.

Venti di burrasca e mareggiate estreme: le zone più a rischio

Oltre alle precipitazioni, la situazione più critica riguarda vento e mare. Il ciclone sta generando venti di burrasca orientale, con rinforzi di tempesta su Sicilia, Sardegna e Calabria.

Raffiche molto forti interesseranno anche le restanti regioni centro-meridionali, mentre sulla Liguria soffieranno venti settentrionali intensi.

Di conseguenza, i mari risultano:

  • da molto agitati a grossi nello Stretto di Sicilia, nel Canale di Sardegna e nello Ionio meridionale
  • molto agitati negli altri bacini meridionali
  • agitati il Tirreno e il Mar Ligure
  • molto mosso l’Adriatico

Le mareggiate più pericolose sono attese lungo le coste:

  • della Sicilia orientale
  • della Sardegna orientale e meridionale
  • della Calabria ionica (soprattutto da mercoledì)

Le onde potranno raggiungere 6-7 metri, con picchi locali fino a 9 metri sulla punta sud-orientale della Sicilia. Al largo, nello Stretto di Sicilia, non si escludono marosi superiori ai 10 metri, valori rarissimi per il Mediterraneo.

Allerta della Protezione Civile e regole di autoprotezione

La situazione di massima allerta è stata confermata anche dalla Protezione Civile Nazionale, che invita la popolazione alla massima prudenza.

In queste ore è fondamentale rispettare alcune semplici ma vitali regole di autoprotezione:

  • restare lontano da fiumi e torrenti
  • evitare la sosta sotto alberi e strutture instabili
  • non avvicinarsi a coste e moli durante le mareggiate

Anche piccoli spostamenti possono diventare pericolosi in presenza di vento forte e piogge intense.

Quando finirà il maltempo: le previsioni per i prossimi giorni

Mercoledì il ciclone continuerà a colpire il Sud, con particolare accanimento sulla Calabria ionica, dove sono previste ancora piogge abbondanti e venti di burrasca. Proseguiranno anche le nevicate sui monti calabresi.

Solo da giovedì è atteso un graduale miglioramento, con un lento allentamento della morsa del maltempo. Fino ad allora, però, la fase perturbata resterà molto pericolosa tra le Isole Maggiori e l’estremo Sud peninsulare.

Secondo gli esperti, questa ondata di maltempo potrebbe risultare localmente più intensa della Tempesta Vaia del 2018, un confronto che rende bene l’idea della portata dell’evento.

Lo sapevi che…?

  • I cicloni mediterranei vengono spesso chiamati medicanes per la loro somiglianza con gli uragani.
  • Il riscaldamento del mare aumenta la probabilità di eventi meteo estremi anche in inverno.
  • Onde superiori ai 7 metri sono considerate eccezionali nel Mediterraneo.
  • Le Isole Maggiori sono tra le aree più esposte a questo tipo di fenomeni.

FAQ – Le domande più cercate sul ciclone mediterraneo

Cos’è un ciclone mediterraneo?
È un sistema di bassa pressione molto intenso che si sviluppa nel Mediterraneo e può provocare piogge, vento e mareggiate estreme.

Perché questi eventi sono sempre più frequenti?
L’aumento della temperatura del mare fornisce più energia alle tempeste.

Quanto durerà il ciclone Harry?
Almeno fino a mercoledì, con un miglioramento graduale da giovedì.

Quali sono le zone più colpite?
Sicilia, Sardegna e Calabria, in particolare i settori orientali e ionici.