L’ivermectina è inefficace nella prevenzione della malattia grave nei pazienti con il Covid-19. Così un nuovo studio pubblicato venerdì scorso, 18 febbraio, sul Journal of the American Medical Association (JAMA).
La ricerca ha esaminato 490 pazienti ad alto rischio e con il Covid-19 in 20 ospedali pubblici e in un centro di quarantena in Malesia: i soggetti coinvolti avevano oltre 50 anni e con infezioni confermate da SARS-CoV-2, com comorbidità e la malattia da lieve a moderata. I pazienti sono stati divisi in un gruppo di controllo che ha ricevuto una cura standard senza l’ivermectina e un gruppo con. I ricercatori hanno somministrato ai partecipanti allo studio del gruppo con l’ivermectina un ciclo di cinque giorni del farmaco, consistente in 0,4 mg/kg (peso corporeo).
Tra i partecipanti allo studio, un numero leggermente maggiore dei pazienti del gruppo con l’ivermectina (52) è progredito verso una malattia grave rispetto a quelli del gruppo di controllo (43).
Inoltre, tra i 55 partecipanti allo studio che hanno avuto eventi avversi, 33 provenivano dal gruppo con l’ivermectina, mentre 11 dal gruppo di controllo. Tra gli eventi avversi gravi (non necessariamente causati dal trattamento somministrato), quattro provenivano dal gruppo con l’invermectina mentre soltanto uno apparteneva al gruppo di controllo.
In Malesia, secondo lo studio, meno del 5% dei pazienti con il Covid-19 è progredito in uno stato ipossico che richiede un supplemento di ossigeno. I ricercatori hanno notato che il molnupiravir e il nirmatrelvir/ritonavir hanno dimostrato di essere efficaci come trattamento precoce del Covid-19 ma sono troppo costosi per un uso diffuso.
L’ivermectina, d’altra parte, è poco costoso, facile da somministrare e ampiamente disponibile. Tuttavia, secondo questo nuovo studio, non sarebbe efficace contro l’infezione. I ricercatori, a tal proposito, non hanno trovato alcuna prova nella riduzione del rischio della malattia grave.






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