In Francia il Consiglio Scientifico ha dato il via libera alla riduzione da 14 a 7 giorni della durata dell’isolamento per le persone positive al coronavirus. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Olivier Véran. La decisione sarà adottata in modo formale in occasione del «Consiglio Difesa di venerdì» e ciò «ci dara’ un po’ di tempo per consultare altri esperti sull’attuazione della misura».

Alla base di questa decisione, come spiegato da Véran, c’è la teoria che «siamo più contagiosi nei primi 5 giorni dopo l’apparizione dei sintomi o che seguono la positività di un tampone. In seguito la ontagiosità diminuisce in modo molto netto, e dopo una settimana resta ma molto debole». Meno quarantena significherà «una migliore adesione» alla regola della quarantena, secondo il ministro, poiché oggi «registriamo che gran parte dei francesi non rispetta la quarantena».

Come riportato su SaluteLab.it, interpellata sull’argomento, Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per il coronavirus, ha affermato: «Il periodo tra il contatto con una persona positiva e lo sviluppo dei sintomi di Covid-19 per la maggioranza delle persone è di 5-7 giorni, ma può arrivare a 14 giorni. Per questo la durata della quarantena per i contatti dei soggetti positivi è stata fissata a 14 giorni. Un periodo di tempo che, a livello nazionale, si può decidere di ridurre, aggiungendo un test». In poche parole, ridurre la quarantena avrebbe senso solo se c’è l’aggiunta di un test.

Sull’argomento, interpellato dall’Ansa, è intervenuto Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, secondo cui «è ragionevole pensare a un cambiamento del periodo di quarantena» con lo scopo di non bloccare «un Paese intero». «La maggioranza delle persone manifesta sintomi in 4-5 giorni – ha detto l’infettivologo – e moltissimi rischiano di finire in quarantena per 14 giorni quando non serve». E ha aggiunto: «Se la Francia abbassa a 7 giorni e a Ventimiglia restano 14 giorni non ha senso».

Infine, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, contattato dall’Ansa, ha detto: «Se verranno confermate le evidenze scientifiche in tal senso, allora si procederà a ridurre la durata del periodo di quarantena che attualmente è di 14 giorni».

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