Verso la messa in liquidazione della Jonica Trasporti e Turismo, la società al 51% di Ast (controllata dalla Regione), e al 49% di Msa (Mediterr Shock Absorbers) del gruppo che fa capo ad Antonello Montante.

Come emerge dal verbale dell’assemblea dei soci del 21 ottobre scorso, scrive il quotidiano La Sicilia, “non vi sono alternative alla messa in liquidazione” della società che gestisce il servizio di autobus nella fascia jonica messinese e ha 30 dipendenti. Secondo l’amministratore unico Gianfilippo Ceccio l’azienda al 31 agosto scorso aveva un patrimonio netto di 295 mila euro (120 mila di capitale sociale e 175 mila di riserve), mentre i revisori dei conti prevedono una perdita, a fine anno, di oltre 200 mila euro.

Più dei numeri, preoccupa, il “trend che potrebbe compromettere la continuità aziendale”, è scritto nel verbale. Gaetano Tafuri, presidente di Ast, esclude un’eventuale ricapitalizzazione: “In questo momento l’interlocuzione è con un socio privato che s’è affidato a un terzo per un concordato preventivo.

Ma il proprietario, Montante, ha più di un guaio giudiziario“. L’ex presidente di Sicindustria è stato condannato in primo grado a 14 anni per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione ed è indagato a Caltanissetta in altre tre inchieste, una delle quali per mafia.

“Ci sono almeno due profili – confessa Tafuri – che ci preoccupano: la certificazione antimafia e il requisito di moralità richiesto per legge per gestire una concessione pubblica”. In ogni caso, “contrariamente a quanto fatto da gestioni precedenti di Ast”, il presidente sottolinea che “nel progetto della Regione, Jonica Trasporti va dismessa e non c’è alcun mandato di ricapitalizzazione”. L’unica strada è la liquidazione che sarà sancita, in un’ assemblea straordinaria, il 2 dicembre prossimo. Tafuri sottolinea che saranno garantiti i posti di lavoro.