Sei impronte di dinosauro lasciate circa 120 milioni di anni fa sono state confermate il 20 ottobre in Thailandia, nel parco nazionale di Phu Phrabat, in provincia di Udon Thani. Le ha notate un escursionista durante una gita. Gli esperti le attribuiscono a un carnivoro che camminava su due zampe, ma non sanno ancora di quale specie si tratti.

Dinosauro in Thailandia: come sono state scoperte le impronte

Secondo Virgilio, a notarle è stato un padre di 32 anni durante una gita in famiglia. L’uomo ha visto dei segni insoliti nella roccia e ha avvisato le autorità locali. A far emergere le tracce, sempre secondo questa ricostruzione, sarebbe stato l’abbassamento del livello delle acque.

La segnalazione è circolata in un gruppo Facebook e ha portato al sopralluogo del Dipartimento delle risorse minerarie thailandese. Come riporta The Nation, le impronte si trovano vicino alla stazione dei ranger numero 3 del parco, nel distretto di Ban Phue.

Dinosauro carnivoro: cosa raccontano le impronte

Le impronte formano una sola pista e sono impresse nell’arenaria della formazione di Phu Phan, che risale al Cretaceo inferiore. Le misure principali sono queste:

  • dimensioni: ogni impronta è lunga circa 29 centimetri e larga 26;
  • forma: tre dita appuntite, tipiche di un teropode, cioè un dinosauro carnivoro bipede;
  • taglia stimata: secondo il Dipartimento, l’animale era lungo circa 6,30 metri e alto 1,42 metri all’anca.

Per dare un’idea della taglia, il Dipartimento ha fatto un paragone con il Siamotyrannus isanensis, un teropode vissuto nello stesso periodo. Il confronto riguarda solo le dimensioni: non significa che le impronte siano di quella specie.

Impronte di dinosauro: cosa succede adesso

Il governo thailandese ha chiuso temporaneamente l’area e vietato l’accesso senza autorizzazione. Secondo la comunicazione ufficiale del governo thailandese, il ministro delle Risorse naturali Suchart Chomklin ha chiesto al Dipartimento di indagare con urgenza. La legge thailandese protegge anche le tracce fossili, comprese le impronte, pur in assenza di ossa.

Le prossime tappe annunciate sono:

  • ispezioni geologiche dettagliate sul sito;
  • protezione delle impronte dai visitatori e dall’erosione dell’acqua;
  • valorizzazione del sito per l’educazione, la ricerca e il turismo geologico.

Alla popolazione è stato chiesto di non scavare, non toccare e non spostare nulla.

Il «dinosauro gigante» della Thailandia: non è una scoperta di oggi

In questi giorni è tornato a circolare anche il Nagatitan chaiyaphumensis, un enorme sauropode trovato nella provincia di Chaiyaphum, sempre nel nord-est della Thailandia. La sua descrizione è stata pubblicata a maggio 2026 sulla rivista Scientific Reports. Secondo ScienceDaily, che ha ripreso lo studio, l’animale era lungo circa 27 metri e pesava intorno alle 27 tonnellate, quanto nove elefanti asiatici adulti. È vissuto tra 100 e 120 milioni di anni fa, e i primi resti erano emersi una decina d’anni fa vicino a uno stagno.

Il primo autore dello studio, il dottorando thailandese Thitiwoot Sethapanichsakul, lo ha soprannominato «l’ultimo titano». A Futura-Sciences ha spiegato: «Il nostro dinosauro è oggettivamente enorme: probabilmente pesava almeno 10 tonnellate in più di Dippy il Diplodoco». Il paragone è con lo scheletro esposto a lungo al Natural History Museum di Londra.