Da giorni una formazione navale russa staziona in acque internazionali davanti alla costa orientale della Sardegna, muovendosi senza una rotta lineare e attirando l’attenzione della Marina militare italiana e della Nato. Al centro dell’osservazione c’è la Sparta IV, cargo noto negli ambienti della sicurezza come il “corriere della morte”, nave utilizzata dal ministero della Difesa russo per il trasporto di armamenti e inserita nelle liste delle sanzioni degli Stati Uniti.
La presenza prolungata davanti all’Ogliastra, unita a manovre considerate anomale, ha fatto scattare un monitoraggio rafforzato via mare e via aria, in un’area considerata strategica anche per la presenza di cavi sottomarini energetici e in fibra ottica.
Alla data di oggi, la Sparta IV risulta ancora davanti alle coste tra Tortolì e Capo Monte Santo, dopo giorni di navigazione “a pendolo”, con continui cambi di direzione e soste prolungate non previste dal piano di rotta dichiarato.
Perché la presenza della Sparta IV cambia lo scenario nel Mediterraneo
Lunga 122 metri, la Sparta IV fa parte della cosiddetta “flotta fantasma” russa, un insieme di navi mercantili utilizzate da Mosca per aggirare le sanzioni internazionali, in particolare per il commercio di petrolio e per il trasporto di materiali militari. Proprio per questo motivo, l’imbarcazione naviga abitualmente sotto protezione armata.
Davanti alla Sardegna non è sola: con lei operano il cacciatorpediniere Severomorsk, unità specializzata nella guerra antisommergibile, e la petroliera Kama, nave di supporto logistico. Al suo ingresso nel Mediterraneo, la flottiglia risultava scortata anche da un sottomarino russo classe Kilo, come segnalato dal comando marittimo Nato.

cacciatorpediniere Severomorsk
Rotta interrotta e manovre senza spiegazione ufficiale
La destinazione dichiarata della Sparta IV è Kaliningrad, exclave russa sul Baltico tra Polonia e Lituania, con arrivo previsto intorno al 17 febbraio. Per raggiungerla, la nave dovrebbe attraversare lo stretto di Gibilterra. Eppure, dopo aver superato la Sicilia, il cargo ha deviato verso nord e si è fermato davanti alla Sardegna.
Negli ultimi giorni la nave ha navigato avanti e indietro per tratti di pochi chilometri, spegnendo anche il sistema di tracciamento radar. Secondo una delle ipotesi, la sosta potrebbe essere legata alle difficili condizioni meteo marine, con venti tra i 20 e i 25 nodi nel canale di Sardegna e nello stesso stretto di Gibilterra. Ma al momento non esiste una spiegazione ufficiale del cambio di programma.
Controllo militare costante: aria e mare sotto sorveglianza
Il comportamento della flotta russa ha attivato una risposta immediata delle autorità italiane e dell’Alleanza Atlantica. Un aereo P-72B della Guardia di Finanza, decollato dalla base di Pratica di Mare, ha sorvolato per circa un’ora l’area del mar Tirreno in prossimità della Sparta IV. In parallelo, è stato segnalato anche un Gulfstream da ricognizione.
La Marina militare italiana ha affiancato il cacciatorpediniere russo con una propria fregata, la Spartaco Schergat, nell’ambito dell’operazione “Mediterraneo Sicuro”.
In una nota pubblicata su X, la Marina ha chiarito: «L’operazione “Mediterraneo sicuro” prosegue senza soluzione di continuità con attività di controllo ravvicinato delle navi militari della Federazione Russa e delle unità mercantili della cosiddetta “flotta ombra” presenti nel Mediterraneo. L’azione di sorveglianza è assicurata in maniera integrata da unità navali, elicotteri imbarcati e a terra e velivoli da pattugliamento marittimo».
Il nodo strategico dei fondali sottomarini
A destare particolare attenzione non è solo la presenza navale, ma l’area in cui la flottiglia russa si è fermata. Davanti all’Ogliastra transitano infrastrutture sottomarine sensibili, tra cui cavi elettrici e linee di comunicazione in fibra ottica.
Finora non si sono registrati sabotaggi o azioni ostili nelle acque italiane, ma le capacità operative delle unità russe, in particolare del Severomorsk, rendono lo scenario attentamente monitorato. Il cacciatorpediniere è dotato di lanciatori di razzi antisommergibile ed è progettato proprio per operazioni di controllo dei fondali.
Reazioni politiche: l’intervento della Lega
Sul piano politico, al momento solo la Lega ha preso posizione pubblicamente. Il deputato Dario Giagioni ha parlato di una situazione «inquietante», annunciando un’interrogazione parlamentare.
«È inquietante quanto apprendiamo circa i movimenti di una formazione navale russa al largo delle coste della Sardegna. Per quanto in acque internazionali, queste unità avrebbero compiuto una serie di manovre anomale in aree di particolare rilevanza strategica», ha dichiarato Giagioni, chiedendo «chiarezza sulle reali intenzioni del “corriere della morte”».
FAQ
La Sparta IV ha violato acque territoriali italiane?
No, al momento la nave risulta in acque internazionali.
Perché è definita “corriere della morte”?
Perché viene utilizzata dal ministero della Difesa russo per il trasporto di armamenti.
Esiste un rischio immediato per l’Italia?
Non sono segnalate minacce dirette, ma il livello di sorveglianza è massimo per prevenire qualsiasi scenario.
La sosta può essere solo dovuta al maltempo?
È una delle ipotesi, ma non l’unica. L’assenza di comunicazioni ufficiali mantiene aperti più scenari.






Commenta con Facebook