Era il 9 aprile scorso quando Buckingham Palace, tramite un comunicato stampa, annunciò la morte del principe Filippo all’età di 99 anni, «spirato in pace». Il marito della regina Elisabetta II è deceduto dopo alcune settimane di dubbi sul suo stato di salute. Il suo certificato di morte, però, non sembra tenere conto della sua storia medica.

Ieri, martedì 4 maggio, il documento, redatto da Sir Huw Thomason, capo della casa medica reale, è stato pubblicato dal Telegraph. La causa del decesso? Il consorte della sovrana «è morto di vecchiaia».

Nel certificato di morte il principe Filippo è indicato come «Sua Altezza Reale, Duca di Edimburgo precedentemente noto come Principe Filippo di Grecia e di Danimarca,  precedentemente noto come Philip Mountbatten».

Ma qual è il significato della «morte per vecchiaia?» È una causa del decesso utilizzata se il paziente ha più di 80 anni e si è osservato un graduale declino. E soprattutto significa che nessuna malattia o infortunio ha contribuito alla morte. Le  recenti degenze ospedaliere del Principe, quindi, non sembrano avere accelerato il tragico evento.