Trasformare il centro sociale in centro vaccinale, sarebbe il primo caso in Italia. E così i militanti e i volontari lanciano un’assemblea pubblica per giovedì 15 aprile. L’Ambulatorio di quartiere Borgo Vecchio e il Centro sociale Anomalia hanno presentato nello scorso mese di marzo una richiesta ufficiale indirizzata all’Ufficio del Commissario per l’emergenza Covid della provincia di Palermo in cui si chiede la costituzione di un centro vaccinale periferico proprio all’interno dei locali del centro sociale attivo da tanti anni al Borgo Vecchio.

Vaccini nell’Ambulatorio di quartiere

Già da quattro anni, all’interno del centro è attivo il progetto di Ambulatorio di quartiere, esperienza di medicina sociale e territoriale che vede l’impegno volontario di diversi giovani e tanti medici organizzati per proporre una sanità di prossimità capace di superare ogni barriera di accesso ai percorsi di cura.
Il progetto presentato a marzo ha coinvolto anche l’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Palermo.
La richiesta, rivolta alla struttura commissariale, prevede l’istituzione di un centro vaccinale di quartiere cui appoggiarsi per decongestionare l’hub in Fiera indirizzando gli abitanti dello stesso quartiere, Borgo Vecchio, verso i locali dell’Ambulatorio e l’avvio di un progetto sperimentale per l’immediata vaccinazione di circa 750 senza fissa dimora da contattare e accompagnare in sinergia con l’Assessorato alle Politiche sociali.

Collaborazione con il Comune

In queste settimane, l’Assessore Giuseppe Mattina ha lavorato insieme ai volontari dell’Ambulatorio e i militanti del Centro sociale per i conteggi della relativa platea di potenziali beneficiari e l’organizzazione logistica del progetto. Adesso che è partita la vaccinazione sperimentale anche nelle chiese a cavallo delle festività pasquali, i proponenti del progetto ritengono sia arrivato il momento di ricevere dalle istituzioni competenti una risposta definitiva così da avviare la macchina organizzativa tra tutti i soggetti coinvolti.

Il pensiero ai  senza fissa dimora

I medici e i volontari dell’Ambulatorio vogliono così accendere i riflettori sul tema delle fragilità sociali e della marginalità di queste all’interno della strategia vaccinale. I senza fissa dimora sono l’emblema di queste marginalità che si traducono in esclusione nel caso dei vaccini. A questi si aggiungono le difficoltà di tanti abitanti dei quartieri popolari della nostra città che, chi per ragioni logistiche, chi per barriere culturali, stanno avendo difficoltà nell’inserimento tra le maglie del piano vaccinale. Intanto medici e volontari si stanno già organizzando. Così l’Ambulatorio lancia per il 15 aprile un’assemblea aperta con espresso invito a dottori, infermieri e giovani palermitani a parteciparvi per dare un contributo fattivo al progetto di vaccinazioni al Centro sociale e alle altre attività previste per i prossimi mesi.