Un controllo stradale sfociato in arresto si è trasformato in una complessa vicenda giudiziaria che ha visto una radicale revisione della posizione dell’indagato. Un uomo di 40 anni era finito nei guai con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti dopo essere stato fermato a bordo della propria automobile e trovato in possesso di circa 150 grammi di sostanza stupefacente, suddivisa tra hashish e marijuana.

Dalla richiesta di domiciliari all’obbligo di firma

In sede di udienza di convalida dell’arresto, il pubblico ministero aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Tuttavia, l’istanza dell’accusa non ha trovato accoglimento. L’avvocato difensore, Giovanni Marsicano, ha infatti dimostrato come il quantitativo rinvenuto fosse inferiore alla soglia minima atta a giustificare un regime di privazione della libertà personale come la detenzione domiciliare. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto la scarcerazione del quarantenne, applicando soltanto la misura dell’obbligo di firma.

La decisione del tribunale del Riesame

La svolta decisiva per l’impostazione difensiva è arrivata successivamente con la pronuncia del tribunale del Riesame, che ha accolto pienamente il ricorso presentato dall’avvocato Marsicano. I giudici hanno provveduto a una formale riqualificazione dell’ipotesi di reato, escludendo che si trattasse di una strutturata attività di spaccio.

A sostegno della tesi difensiva sono emersi diversi elementi di fatto: l’uomo è un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato e una condotta personale impeccabile. Inoltre, la sostanza stupefacente sequestrata, pari a 150 grammi complessivi, non si presentava già suddivisa in singole dosi destinate alla vendita, né sono stati rilevati elementi in grado di dimostrare l’esistenza di una rete di clienti o di contatti riconducibili al commercio illecito.

Misure alternative prima del processo di merito

L’accoglimento del ricorso da parte del tribunale del Riesame ha consentito alla difesa di ottenere la ridefinizione giuridica del fatto prima ancora che prenda il via il processo di merito. Tale passaggio normativo permetterà ora all’imputato di accedere a misure alternative, evitando lo scenario di una condanna per traffico di stupefacenti e ridimensionando notevolmente il quadro penale a suo carico.