Decine di minuti di attesa alle fermata per poi dovere trovare a spinta un posto su un autobus stracolmo, con tutti i rischi del caso. Questo è il disagio vissuto dall’utenza della linea 806 che, come è noto, collega piazza Croci al capolinea di Mondello. Tratta che, soprattutto nel periodo estivo, gode di un potenziamento di mezzi ma che, una volta terminato il trimestre che va da giugno a settembre, soffre dell’atavica mancanza di mezzi che riguarda quasi tutte le linee in campo nel capoluogo siciliano.

I disagi dell’utenza della linea 806

Amat, autobus pieno di gente

Un incremento di mezzi, quello messo in campo durante il periodo estivo, dovuto al notevole afflusso di turisti e bagnanti alla borgata marinara. Potenziamento esteso dall’azienda dal termine naturale del 15 settembre ai primi giorni di ottobre. Una volta finito però, i mezzi sono calati ma l’utenza è rimasta alta, incastrata alle fermata in attesa di un autobus con dei posti liberi. Prendere l’806 una volta lasciato il capolinea di piazza Croci è impresa ben ardua. Ciò soprattutto nel weekend. Come avvenuto nella giornata di sabato 8 ottobre.

La classica bella giornata d’inizio autunno, con i campionati mondiali windsurfer in quel momento in corso di svolgimento proprio a Mondello. In tanti hanno provato a recarsi nella borgata marinara della settima circoscrizione, ma non tutti ci sono riusciti. Come raccontato dalle immagini inviate da un utente. L’autobus appare stracolmo in ogni ordine di posto, con le persone che fanno fatica ad accedere al mezzo. Tanto che, nel caso in cui qualcuno non debba scendere, il bus non si ferma, così come previsto dal regolamento. Una situazione critica, soprattutto in un periodo post emergenza pandemica.

Mancano gli autisti

Amat, cittadini in attesa di un autobus

Disagio in parte legato alla mancanza di autisti sofferta dall’azienda Amat. Tema sul quale era stato attivato un concorso per cercare nuove unità. I vincitori ci sarebbero anche, ma lo scorrimento è bloccato in attesa di una delibera di Giunta. Ad oggi, l’azienda può mettere in campo circa il 50% delle unità di cui necessiterebbe il territorio cittadino. Ciò salvo tragici imprevisti, verificatisi ad esempio durante il periodo elettorale o in occasione dello sciopero indetto dai sindacati contro gli episodi di violenza che hanno riguardato il trasporto pubblico, indetto a livello nazionale. Casi nei quali l’utenza è stata costretta ad attendere decine di minuti se non anche un’ora per vedere transitare un autobus. Un’emergenza di mezzi e personale a cui, ancora, non si è riuscita a mettere una pezza. Intanto, i cittadini attendono. In tutti i sensi.

 

 

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