La protesta studentesca si accende a Palermo, ridisegnando la mappa del dissenso nelle scuole superiori della città. Dal liceo classico Meli all’istituto Rutelli, fino al magistrale Regina Margherita, i ragazzi fanno fronte comune contro i tagli all’istruzione, la carenza di personale e le condizioni strutturali degli edifici.

Il malcontento cresce e punta dritto al grande corteo cittadino previsto per venerdì 23 ottobre, che si preannuncia come il vero banco di prova della mobilitazione.

Al Liceo Meli ieri il sit-in: “Finché non facciamo rumore nessuno ci ascolta”

La mobilitazione al Liceo Meli è partita ieri con un sit-in di due ore davanti ai cancelli principali. Gli studenti denunciano aule senza climatizzazione funzionante e problemi di pulizia in alcune aree dell’istituto, ma il vero nodo resta il dialogo teso con la presidenza.

“Possiamo mandare mail e chiedere assemblee, ma finché non facciamo rumore nessuno ci ascolta”
spiegano i rappresentanti. Al momento l’occupazione è esclusa per motivi di sicurezza legati alla struttura dell’edificio, ma i ragazzi promettono di non fermarsi e stanno valutando l’adesione ufficiale al corteo di venerdì.

Porte rotte e niente internet al Rutelli: “Ora parliamo con i piani alti”

Al Rutelli la protesta è esplosa a colpi di cori, striscioni e megafoni davanti alla scuola. Qui il problema principale è lo stato dei plessi: aule con porte danneggiate, assenza di connessione internet, lavagne multimediali fuori uso e bagni inaccessibili.

La rappresentante d’istituto, Marianna Felice, precisa che docenti e presidenza supportano le richieste dei ragazzi, ma le segnalazioni sono rimaste lettera morta a causa delle lungaggini burocratiche: “Abbiamo finito di parlare con la scuola, dobbiamo passare ai piani più alti”.

Anche qui l’occupazione resta l’estrema ratio, mentre si lavora alla partecipazione volontaria per lo sciopero generale di venerdì.

Assemblea permanente al Regina Margherita

Clima di mobilitazione anche al liceo Regina Margherita, dove è stata proclamata un’assemblea permanente che alterna momenti di dibattito politico ad attività culturali. Al centro delle rivendicazioni ci sono sempre la carenza di spazi adeguati per lo studio e i riscaldamenti spenti o inefficienti. Gli studenti, però, smentiscono le voci di un’occupazione imminente e cercano il confronto. La decisione finale sulle modalità di adesione al corteo cittadino verrà presa nelle prossime ore.