Un uomo di 64 anni finisce sotto processo per aver preso 5 cucchiai, un gesto che lo stesso reputa “di solidarietà”. Secondo l’accusa, invece, Antonino Cascino avrebbe rubato le 5 posate di alluminio e plastica mentre si trovava detenuto al carcere Cavallacci di Termini Imerese (Pa).

La surreale storia è riportata dal Giornale di Sicilia. L’uomo è stato assolto ma ci sono voluti più di sette anni e mezzo, tra indagini e processo, per arrivare alla sua assoluzione piena con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Il pm aveva chiesto addirittura la condanna ad un anno.

Ci sono voluti ben 3 anni di indagini, dal marzo del 2012 al marzo del 2015, per fare luce sul presunto furto con destrezza di cinque cucchiai e altri quattro per processare il presunto “reo”. Uno spreco di tempo assoluto se si pensa che il sistema giustizia avrebbe altro a cui pensare.

Il furto sarebbe avvenuto il 24 marzo del 2012, quando l’imputato era recluso nel carcere termitano e aveva il compito di portare le posate nelle celle dei detenuti. Secondo i pm Cascino avrebbe approfittato di questo incarico per rubare i cucchiai dal valore commerciale pari a zero. Due agenti si accorsero del fatto e denunciarono l’accaduto.

Si aprì così l’inchiesta. L’uomo cercò di chiarire che doveva consegnare quei cucchiai ai detenuti stranieri, “che ne avevano fatto richiesta da tempo e non li avevano ancora ricevuti”, aggiungendo che “avevo chiesto più volte e non avevo provveduto in quanto mi avevano detto che il magazzino ne era sprovvisto. Li ho poi prelevati in quanto, qualche giorno prima, uno dei due assistenti in servizio nel magazzino, mi aveva detto testualmente: “Quando arrivano, provvedi”. Il 9 marzo del 2015 per Cascino però è arrivato il rinvio a giudizio ma il giudice monocratico lo ha assolto.