La Procura di Palermo ha chiesto il processo per 45 soggetti coinvolti nelle inchieste “Tantalo” e “Tantalo bis”. Si tratta dei primi due filoni della più ampia inchiesta sui presunti spaccaossa.

Fu la Squadra Mobile di Palermo a mettere in luce una vasta rete di truffe alle assicurazioni eseguite tramite falsi incidenti in cui venivano torturate vittime più o meno consenzienti al fine di trarre quanto più possibile grazie al risarcimento dei danni. Il gruppo organizzava finti incidenti stradali con vittime vere disposte a farsi ferire e mutilare talvolta anche per pochi spicci.

In breve tempo, come riporta il Giornale di Sicilia, il Giudice per l’udienza preliminare fisserà l’udienza per le 45 persone fino a oggi coinvolte. Per le altre 300 persone, tra le quali figurano anche diverse vittime compiacenti, si attende ancora l’avviso di chiusura delle indagini.

È l’inchiesta Tantalo quella che ha aperto i caso degli spaccaossa di Palermo. L’8 agosto 2018 vennero arrestate 12 persone. Altri arresti arrivarono con la prosecuzione delle indagini. Tutto partì da un episodio singolare avvenuto nel quartiere di Brancaccio, un incidente stradale, avvenuto nel 2017, in cui perse la vita un uomo tunisino. Le lesioni riportate dall’uomo non vennero giudicate compatibili da quanto dichiarato nella dinamica del sinistro. Da qui partì l’indagine della Procura che mise in luce una rete più vasta di truffe e raggiri alle compagnie assicurative.

Il 15 aprile dell’anno scorso scattò anche il blitz della finanza “Contra Fides”, coordinato dall’aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Francesca Mazzocco ed Andrea Zoppi (per 38 persone coinvolte è già stato chiesto il rinvio a giudizio), a maggio fu il turno di “Over”, dei carabinieri (i 35 imputati sono a processo con l’abbreviato).