Forza Italia è viva e non va affatto verso la sparizione come in tanti ipotizzano. E’ il messaggio contenuto fra le righe delle convocazione degli Stati Generali del partito dopo le elezioni in due regioni elezioni che hanno segnato una inversione di tendenza in tanti indicatori politici. Un incontro che si terrà al Sud come scelta strategica visto che proprio il Sud è il luogo dove il partito resta strutturato e che continua a tributare un consenso rilevante agli azzurri.

“Accogliamo con grande favore ed entusiasmo la decisione del presidente Silvio Berlusconi di riunire, fra la fine di febbraio e il mese di marzo, gli Stati generali di Forza Italia a Napoli. Una scelta che segue i risultati delle ultime Regionali di Calabria ed Emilia Romagna che, pur ribadendo l’indispensabile ruolo del partito azzurro nel centrodestra, hanno indicato la necessità di una riflessione sull’assetto organizzativo del partito e sulla nostra proposta politica”.

A parlare è Marco Falcone, commissario di Forza Italia in provincia di Catania e assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti in Sicilia.

“Siamo pronti a raccogliere l’invito di Berlusconi a scendere ancora in campo convinti, infatti, che se Forza Italia darà spazio al movimentismo, alle forze fresche e ancorate ai territori, saprà essere un partito capace di superare le difficoltà riflesse in alcune magre percentuali. Vanno in tale direzione – prosegue Falcone – iniziative come i gazebo nelle periferie di Catania, avviati oggi dai consiglieri comunali forzisti di Palazzo degli Elefanti, cui rivolgiamo un convinto plauso”.

“Riallacciando il dialogo con i cittadini e ceti produttivi, portando al centro del dibattito politico nazionale la nostra ricetta liberale e popolare per cambiare l’Italia – conclude Falcone – per FI potranno aprirsi grandi margini di crescita”.

Intanto interviene dalla presentazione del libro dell’ex ministro Salvatore Cardinale che definisce , “Un giovane della Prima Repubblica” il commissario siciliano e presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè  “Il populismo e la demagogia sono la rovina di questo Paese. Oggi dobbiamo ricominciare a fare politica in maniera normale e tra la gente. Frutto della demagogia è stata, ad esempio, l’eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti, che li ha costretti a non avere più le sedi nei territori e a non potere stabilire un contatto diretto con le persone”.  L’incontro, tenuto alle Terrazze di Mondello, segna anche il ritorno pubblico dell’ex ministro un po’ defilato dalla vita politica pubblica dopo l’allontanamento dai renziani