Buttafuori ma anche spacciatori. É la rivelazione del neopentito Emanuele Cecala che svela la rete del business dei buttafuori gestita dai boss. L’uomo ha iniziato a parlare con i magistrati a novembre dopo che è scoppiato lo scandalo dei buttafuori di cosa nostra.

Cecala, di Caccamo, sta scontando una condanna a 30 anni per l’omicidio di Antonio Canu e conosce bene le dinamiche della malavita organizzata di Villabate, Bagheria e Casteldaccia. Le sue dichiarazioni riguardano proprio questa zona. Una delle sue fonti, ha dichiarato, era un detenuto recluso nella sua stessa sezione di Pagliarelli. Il nome: Vincenzo Graniti. “Mi parlava di questo Luca, il cugino di Sergio Flamia – ha rivelato -, o cugino o nipote. E mi diceva che lui si occupava che era buttafuori nelle discoteche e ci imponeva dei vari lavori, imposizioni, di buttafuori. Che loro controllavano questa discoteca e prendevano i soldi”.

Come si legge sul Giornale di Sicilia, Cecala racconta che quell’uomo, che faceva il pugile, si occupava di buttafuori di discoteche. “Nella zona di Bagheria, Villabate, queste zone di qua. E che nell’occasione gli facevano uscire anche soldi… ci facevano uscire anche soldi come protezione”. Ma i buttafuori avrebbero gestito anche lo spaccio di droga all’interno dei locali secondo Cecala. Un business di interesse della famiglia mafiosa di Bagheria. “Perchè – ha aggiunto il pentito – quando i giri sono grossi, e ci sono parecchi soldi, Cosa nostra è sempre nel mezzo”.

Cosa accadeva ai titolari delle discoteche che si rifiutavano di far lavorare i buttafuori? “Se uno in un locale non paga il pizzo a persone giuste, succedono risse, succedono tante cose – afferma -. Anche perchè poi in queste discoteche ci sono tante persone che fanno uso di droghe. Perciò tutta una massa, tutto il traffico di droga si svolge all’interno di queste discoteche…Erano risse organizzate a fare casino eventualmente chi non pagava. O anche danneggiamenti. perchè poi gli facevano pure imposizioni e nel mentre si mettevano a posto, con qualche segnale, con qualche cosa”.