Una mobilitazione di settore. Questo è l’esito della Attivo Unitario Contact Center per i call center in outsourcing svoltosi ieri a Roma, proprio all’indomani dell’incontro su Almaviva presso il Ministero del Lavoro, che ha portato a scongiurare i licenziamenti di 1600 risorse nel sito di Palermo con un accordo ponte basato su tre punti, cioè la verifica con i committenti delle tariffe sul costo del lavoro, dei volumi di traffico e delle attività che vengono delocalizzate, la previsione di ammortizzatori sociali (Cigs) con percentuale massima del 35%, e la programmazione di un tavolo istituzionale per Almaviva, con incontri periodici al fine di monitorare e valutare il superamento delle criticità.

“Diamo grande importanza – dice Almaviva- alla condivisione con Governo, sindacati e istituzioni territoriali, di un percorso chiaro e tempi certi per assicurare stabilità strutturale al centro di Palermo”.

In vista del Tavolo di settore del 14 ottobre già calendarizzato al Ministero, le segreterie nazionali di SLC CGIL, Fistel Cisl, e Uilcom Uil, riunitesi ieri, hanno concordato delle linee guida a salvaguardia di un comparto già da tempo segnato dalla crisi: intervento sui committenti, rispetto delle tariffe e delle clausole sociali, contrasto del dumping contrattuale, istituzione di un fondo di solidarietà strutturale per il settore e superamento del principio di gratuità del servizi.

Come riportato in una nota congiunta le azioni che verranno poste in essere il giorno dell’incontro prevedono assemblee con i lavoratori, sit-in e iniziative su tutto il territorio nazionale.

“Questi momenti di riflessione unitaria sono indispensabili per studiare strategie comuni a sostegno di un settore che necessita di interventi strutturali non più rinviabili – ha detto il segretario generale della Fistel Sicilia, Francesco Assisi.- Dopo il cambiamento delle figure istituzionali abbiamo riscontrato al tavolo ministeriale del 25 settembre un nuovo atteggiamento che ci fa sperare in un ascolto attivo che accolga le istanze del sindacato. Ormai i tempi sono strettissimi, e se il governo non interviene tempestivamente – aggiunge Assisi – si rischia che il grande entusiasmo per l’intesa raggiunta su Almaviva si tramuti nell’amara constatazione che i mesi guadagnati siano solo un prolungamento dell’agonia del sito di Palermo”.