Un concerto natalizio per omaggiare la lingua siciliana, davanti al palazzo che le diede i natali, cioè Palazzo dei Normanni. È questa l’idea da cui ha preso le mosse “Natale in strada. Sonata siciliana”, il concerto in piazza del Parlamento, organizzato dalla Fondazione Federico II in collaborazione con l’associazione Cassaro Alto.

A condurre Red Ronnie e Massimo Minutella. Sul palco si sono esibiti i Sei Ottavi, i Lautari, Peppe Qbeta, Mario Incudine. Gli artisti hanno omaggiato la tradizione dei canti natalizi siciliani e la musica isolana capace di riscoprire le sue radici.

Ad esibirsi, chiamato sul palco da Red Ronnie, un giovane artista nigeriano, Chris Obehi, giunto qualche anno fa con un barcone a Lampedusa, che ha intonato “Sutta n’pedi” della cantautrice siciliana Rosa Balistreri.

Non ha nascosto la sua soddisfazione Patrizia Monterosso, direttore della Fondazione Federico II: “Un nigeriano che canta in siciliano è una meraviglia che può verificarsi soltanto in questa piazza, solo fino a qualche anno fa destinata a parcheggio. C’eravamo dimenticati di un pezzo di storia, cioè della nascita del siciliano, da cui deriverà anche l’italiano, che merita la giusta attenzione culturale e che va in primo luogo ascoltato, per essere apprezzato e gustato”.

Sul palco anche un palermitano doc, Marcello Mordino, uno dei postini di “C’è posta per te” che si è esibito in un divertente sketch in cui, fra l’altro, ha ricordato alcune esilaranti “correzioni” in italiano del dialetto; fra i tanti tratti della “sicilianità” elencati, quello dell’accoglienza sintetizzata nelle massime vernacolari “capi a casa quanto voli u patruni” oppure “come mangiano due, mangiano anche tre o quattro”.

Poiché la lingua è specchio del carattere del popolo che la esprime, il dialetto porta connaturato in sé la capacità che hanno i siciliani di trovare lo spazio per l’ ”altro”, per chi è straniero, per chi chiede accoglienza o ha bisogno di una terra in cui ricominciare.

“E’ significativo – ha commentato Red Ronnie – che mentre tutta Italia protestava contro l’arrivo degli immigrati, l’unica regione a non protestare era la Sicilia che li accoglie”.