“Inaccettabili forme di attacco scomposte e autolesionistiche che offendono anche la dedizione fin qui profusa”. Questo il commento dei vertici di Autostrade Siciliane alle dichiarazioni di questi giorni dei sindacati con cui si annuncia lo sciopero dei dipendenti dell’ente dall’1 al 5 ottobre prossimi. Se da una parte si rende merito all’impegno profuso dai lavoratori, dall’altra non vengono digerite le prese di posizione di Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Ugl e Sla che protestano per i “problemi di sicurezza e la mancata applicazione del contratto nazionale autostrade e trasporti per tutti i lavoratori dell’ente”.

“Nonostante gli attacchi si va avanti”

In una nota congiunta si fanno sentire i vertici di Autostrade Siciliane, composta dal presidente Francesco Restuccia, dalla vicepresidente Chiara Sterrantino, dal consigliere Sergio Gruttadauria e dal direttore generale Salvatore Minaldi che parlano degli attacchi sindacali: “Ciò nonostante – scrivono – proseguiremo nel nostro impegno, anche a fronte di ogni difficoltà e lungaggine burocratica, al fine di operare il rilancio definitivo atteso da tutti e in particolare dai lavoratori e dagli utenti delle autostrade. E sempre nel rispetto di norme e sentenze vigenti”.

L’importanza dei lavoratori

Grandi elogi arrivano ai dipendenti dell’ente: “Crediamo che ogni singolo lavoratore di Autostrade Siciliane – si legge sempre nella nota – sia una figura basilare per l’Ente. Al netto delle governance che periodicamente si alternano, sono loro il perno su cui si è snodato il passato e rappresentano oggi il presente e il futuro dell’Ente. Questi, insieme al rispetto e alla tutela del lavoro e dei diritti ad esso legati, sono i motivi che ci hanno sempre portato ad avere un atteggiamento costruttivo nelle relazioni sindacali, anche a fronte di certe forme di belligeranza esercitate in modo fine a se stesse. Ad oggi nessuno può negare che ogni istanza ha sempre trovato accoglimento e interesse da parte di questa governance e, facendo nostre anche responsabilità che a volte non ci appartengono, continuiamo a lavorare al fine di trovare le soluzioni definitive che da decenni nessuna gestione aveva mai avuto il coraggio di cercare. Siamo vicini ad un risultato storico e quindi non possiamo che trovare inaccettabili forme di attacco scomposte e autolesionistiche che offendono anche la dedizione fin qui profusa”.

Tanti incontri e nulla di fatto

Da tempo era in piedi un confronto per arrivare pronti all’applicazione della disciplina economica e normativa spettante a seguito della natura economica dell’ente nei tempi previsti imposti dalla legge. Ma dopo un susseguirsi di incontri nel corso dei quali le organizzazioni sindacali hanno evidenziato le criticità e ribadito le proposte avanzate sono scaturiti, da parte datoriale, una serie di rinvii, legati anche ad adempimenti burocratici del Cas e della Regione derivanti dall’applicazione della legge e dalla stesura dello statuto dell’ente. L’ultimo incontro, previsto per il 15 settembre, è stato rinviato a data da destinarsi senza alcuna risposta o spiegazione da parte del Consorzio.

 

 

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