Nuovo caso sospetto di Ebola a Palermo risolto in appena cinque ore. La macchina organizzativa dell’assessorato alla Sanità ha funzionato dando immediate risposte al paziente arrivato dal Congo con febbre alta al pronto soccorso dell’ospedale Civico.

Il protocollo Ebola è stato attivato con la regia del dirigente generale Dasoe, Gigi Scalzo, e del referente regionale Antonio Cascio. Il paziente è stato isolato immediatamente al reparto malattie infettive del Civico diretto dalla dottoressa Chiara Iaria ed è stato sottoposto a prelievo ematico per la diagnosi di Ebola.

Il campione ematico è stato, come da protocollo isolato in biocontenimento e trasportato a Roma mediante l’elicottero del 118, della centrale operativa Palermo e Trapani diretta da Fabio Genco. Qui è stato sottoposto a esame microbiologico che ha escluso la malattia Ebola. Il contenitore per il biocontenimento è stato fornito dall’istituto zooprofilattico diretto da Francesca Gaudio. Nei mesi estivi un gruppo di sanitari siciliani sono stati formati a fronteggiare eventuali casi di biocontenimento di ebola.

A differenza del caso sospetto di ebola dei mesi scorsi, in Sardegna, in cui la diagnosi è stata effettuata dopo circa 36 ore dall’attivazione  delle procedure, in Sicilia in meno di 5 ore è stata effettuata diagnosi. L’arrivo del campione a Roma come prevede il protocollo è stato scortato polizia, ambulanza dì biocontenimento e dal nucleo Nbcr vigili del fuoco.

L’intera attività è stata seguita passo passo dall’assessore alla sanità Marcello Caruso. Non è frutto del caso il successo dell’intervento. Per affrontare questi casi sono stati eseguiti dagli operatori sanitari corsi di  altissimo biocontenimento effettuati grazie alla collaborazione con la Fondazione Human Biosafety Health diretta da Francesco Bongiorno.