• Depositata un’interrogazione all’Ars sulla gara per il centro direzionale della regione
  • Nei giorni scorsi la questione dell’appalto per la costruzione del centro direzionale  è approdata a Striscia la Notizia
  • Di Paola (M5S): “Centro direzionale della Regione, governo faccia chiarezza sull’aggiudicazione dei lavori”

“Centro direzionale, la Regione faccia chiarezza sulle procedure di aggiudicazione di un’opera che non ci ha mai convinto e per la quale siamo nettamente contrari”. Lo afferma il deputato del M5S all’Ars, Nuccio di Paola, che ha depositato un’interrogazione all’Ars per chiedere al presidente della Regione Musumeci e all’assessore Falcone di sgomberare il campo da qualsiasi dubbio inerente le procedure di aggiudicazione dei lavori della cittadella regionale in via Ugo La Malfa a Palermo.

I dubbi sull’aggiudicazione

Nei giorni scorsi la questione dell’appalto per la costruzione del centro direzionale della Regione Siciliana è approdata a Striscia la Notizia che ha ripreso anche alcuni articoli pubblicati da BlogSicilia. Si tratta di un progetto milionario di ben 425 milioni di euro, che dovrebbe essere la soluzione allo spreco di denaro che la Regione Siciliana vive al momento  a causa dei salatissimi affitti dei locali in cui vengono ospitati gli assessorati. Il tg satirico di Canale 5 racconta in breve dell’iter tortuoso che ha portato alla gara, aggiudicata, e su cui adesso vengono avanzati dei dubbi. “Il tg satirico Striscia la Notizia – dice Di Paola – ha evidenziato quelle che potrebbero apparire come gravi anomalie nell’iter di aggiudicazione dei lavori”.

Depositata un’interrogazione

Il M5S chiede ora al governo regionale di chiarire se ci sono situazioni d’incompatibilità derivanti da pregressi o attuali rapporti professionali tra i membri della commissione che ha aggiudicato i lavori e le aziende che hanno presentato i progetti; se è stata fatta una opportuna valutazione, relativamente al progetto selezionato, tra costi e benefici; se sono state rispettate le aree d’intervento previste dal bando e se la procedura relativa all’iter di selezione è stata fatta in maniera trasparente, procedendo, come previsto dalle normative vigenti, allo svolgimento delle sedute con modalità pubblica o con modalità telematica pubblica. “Noi – continua Di Paola – non abbiamo mai smesso di scavare, mediante una serie di accessi agli atti, su un progetto di cui non si conoscono i reali benefici, visto che non sappiamo quale sia il patrimonio immobiliare delle Regione e quale il costo degli affitti per gli uffici”.