Ieri sera una veglia di preghiera nella chiesa di San Vincenzo, questa mattina in tanti si sono stretti alla moglie Floriana e ai piccoli bimbi del medico Giuseppe Liotta scomparso tragicamente una settimana fa nelle campagna di Corleone.

Nella chiesa Mater Ecclesiae, in piazza San Marino (viale Francia), sono presenti i parenti, ma anche tanti amici e semplici cittadini che sono rimasti colpiti dalla morte del medico buono e apprezzato da tutti.

La chiesa è gremita. Molte persone sono rimaste fuori.

“È nella memoria di Gesù che ci stringiamo a Giuseppe e ai suoi familiari. La vittoria di Cristo sulla morte, celebriamo l’eucarestia, la vittoria della morte seppur crocifisso ma proprio perché crocifisso l’amore vince questo strapotere sulla morte – ha detto l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice all’inizio della celebrazione – Per questo ciò che sostiene il nostro affetto per Giuseppe e i suoi cari è impregnato di fede pasquale. Chiediamo perdono se a volte il nostro cuore si indurisce”.

“Cari parenti e amici di Giuseppe sento forte il bisogno di stringermi accanto a voi, di farvi giungere la mia vicinanza per questa lacerante sofferenza per la sua perdita – ha detto l’Arcivescovo di Palermo durante l’omelia -. Dopo gli estenuanti giorni di ricerca, Dio ha sentito il vostro grido, conosce già la vostra angoscia, lui conosce la nostra sofferenza, quella di chi perde la.persona sempre amata. Anche Gesù è morto per amore, solo per amore.

Lui è l’amore, che si rivela.sulla croce. Le grandi acque non possono spegnere l’amore. Né i fiumi travolgerlo.  Giuseppe è stato trovato in un vigneto, è un vero discepolo di Cristo. Fino all’ultimo Giuseppe ha amato tutti, la sua adorata famiglia, i suoi parenti, i tanti figli che ha curato ed accompagnato per il suo lavoro da pediatra. Giuseppe affrontava la giornata con un alto senso del dovere, come padre, marito, membro della comunità parrocchiale e come medico. Giuseppe è vivo perché ha amato, è con noi. Le grandi acque non possono travolgere l’amore”.

Rivolgendosi alla moglie del pediatra, Floriana Di Marco e ai genitori e ai familiari di Giuseppe Liotta, durante l’omelia Lorefice ha detto: “Sento forte il bisogno di stringermi attorno a voi per la perdita di Giuseppe e alla vostra sofferenza dopo gli estenuanti giorni di ricerca”.

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Il corpo martoriato del medico è stato ritrovato, dopo cinque giorni di ricerche andante avanti senza sosta, in un vigneto, dove è stato trascinato dalla furia del torrente Frattina in piena esondato per il maltempo.