Cresce l’allarme in Sicilia parallelamente alla crescita del contagio. Il virus si fa strada in maniera più veloce rispetto ai primi giorni, nonostante le misure di contenimento. Mentre tende a spegnersi la polemica sulla  terza ondata di rientri da Nord a Sud, l’attenzione si sposta sulle previsioni che parlano di un difficile mese di aprile con picco fra i 4500 e i 7000 contagiati nell’isola. Una previsione che ci dice come l’attuale situazione abbia da poco superato il 10% della possibile diffusione e dunque sarà ancora lunga

Si registra, inoltre, già da ieri una allarmante impennata dei decessi che è maggiormente repentina rispetto perfino alla crescita dei pazienti in terapia intensiva

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (martedì 24 marzo), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 7.170. Di questi sono risultati positivi 846 (125 + di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 799 persone (+118 rispetto a ieri). Va precisato che la metà dei nuovi casi positivi sono a Villafrati, nel Palermitano, il resto della Regione cresce in modo più contenuto.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 43; Caltanissetta, 39; Catania, 272; Enna, 55; Messina, 133; Palermo, 158; Ragusa, 8; Siracusa, 48; Trapani, 43.

Sono ricoverati 337 pazienti (45 a Palermo, 123 a Catania, 70 a Messina, 1 ad Agrigento, 18 a Caltanissetta, 29 a Enna, 11 a Ragusa, 24 a Siracusa e 16 a Trapani) di cui 67 in terapia intensiva, mentre 462 sono in isolamento domiciliare, 27 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 5 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 20 deceduti (1 a Caltanissetta, Messina, Palermo e Siracusa, 2 ad Agrigento, 6 a Enna e 8 Catania).

Intanto sono ormai tre le zone rosse dichiarate nella Regione. Tre comuni interdetti dai quali non si può più ne entrare ne uscire.

Le aree rosse sono interdette fino al 15 aprile, misura questa che la dice lunga sulla situazione siciliana e ci avverte che almeno fino alla metà del prossimo mese non ci sono possibilità di allentamento delle misure  di contenimento.

L’ultima zona ad essere interdetta è stata l’area del Comune di Villafrati nel palermitano. 69 i contagiati, 53 sono le conferme di contagio arrivate ieri sera. C’è già una vittima, purtroppo. Il focolaio di contagio è nella Rsa, la Residenza sanitaria assistita che ospita gli anziani Villa delle Palme. Tutto potrebbe essere partiti dalla visita al nonno di una giovane tornata dal Nord ma il responsabile della struttura non conferma e nutre dubbi sulla ricostruzione.

Villafrati si aggiunge alle altre due zone rosse ovvero Agira nell’ennese e Salemi nel Trapanese. Ad Agira il contagio riguarda 9 cittadini, di cui 3 deceduti e ulteriori 6 a cui è stato effettuato il tampone e in attesa di risultato; a Salemi la positività di 15 persone e ulteriori 21 in attesa dell’esito del test.

A tutto ciò si aggiungono i commissari per l’emergenza inviati dall’Oasi di Troina e al centro neurolesi di Messina dove si sono registrati altri contagi. a testimoniare che il momento è cruciale nell’evoluzione dell’epidemia nell’isola