Code di auto in arrivo in Sicilia. Scene anni settata con auto cariche di ogni sorta  di suppellettili sul tetto, o sporgenti dai bagagliai aperti. Scene da film che non avremmo creduto di vedere più negli anni 2000.

Non bastano i decreti che impediscono di lasciare il comune in cui ci si trova. Respinti alle stazioni ferroviarie in tanti si sono messi in viaggio con auto private per tornare al Sud ed in Sicilia così ieri sera si è creata una lunga coda di auto in attesa di imbarcarsi per la Sicilia.

Nelle prime due ondate erano rientrati in 35 mila ma altri non si erano registrati ed almeno due dei focolai di contagio noti vengono fatti risalire proprio a questi rientri.

Una situazione che non è sfuggita, però, almeno stavolta “Mi segnalano che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate – ha denunciato in nottata il governatore Nello Musumeci che ieri sera era stato proprio a Messina – . Non è possibile e non accetto che questo accada. Ho chiesto al prefetto di intervenire immediatamente. C’è un decreto del ministro delle Interno e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza. Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello!”


Una denuncia partita dalle foto che sono state postate dal deputato regionale di Fratelli d’Italia Elvira Amata che scriveva “Ancora sbarchi… ma proprio Basta!!! Non è concepibile tutto questo! La Sicilia non è categoricamente disposta a guardare passivamente il consumarsi continuo di una transumanza senza fine. Il Governo Nazionale attraverso i suoi Prefetti intervenga seriamente e subito altrimenti abdichi al ruolo, una volta per tutte, e lasci che a gestire la questione siano la Regione Siciliana e gli amministratori dei comuni del nostro territorio”.

PRETENDIAMO (sì, pretendiamo!) sia garantita la TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI; lo dico a titolo personale e di tutti gli amministratori, dirigenti, esponenti, parlamentari e attivisti di Fratelli d’Italia della Sicilia”.

Poco dopo l’intervento di Musumeci qualcosa si è mosso e sarebbero stati bloccati e rimandati indietro tutti gli automobilisti non autorizzati a sbarcare in Sicilia, cioè coloro che non sono pendolari impegnati in servizio pubblico, come operatori di pubblica sicurezza o sanitari  dunque non muniti dell’autorizzazione firmata dal Presidente della Regione o suo delegato così’ come stabilito nelle precedenti ordinanze.

La prefettura di Messina ha risposto in nottata all’appello, di fronte alle surreali immagini di file chilometriche in attesa di sbarcare a Messina. Si tratterebbe di persone residenti al Nord spostatesi nottetempo all’annuncio della chiusura di buona parte delle attività produttive. La conferma del rinforzo dei controlli sullo Stretto, già in nottata è arrivata in un post successivo in cui Musumeci annuncia di avere avuto conferma dalla prefettura di una stretta sui controlli che autorizzasse il transito soltanto ai pendolari autorizzati, cioè sanitari e forze di Polizia.

Da quel che si apprende, agli altri automobilisti sarebbe stato impedito lo sbarco e il transito. Non si ha conferma della presenza dell’esercito, ma di un rafforzamento dei controlli da parte delle Forze dell’ordine anche se il sindaco di Messina Cateno De Luca afferma, invece, che in tanti sono riusciti a transitare lo stesso

(ha collaborato Maria Modica)

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