Sarà la Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana a fare da cornice, venerdì 20 marzo alle ore 15.00, alla presentazione del II Corso EMILY di Formazione Politica, dal titolo “Dalla Città subita alla Città desiderata”. Un appuntamento che mette insieme istituzioni, università e professionisti con l’obiettivo di riflettere sul futuro delle città e sul ruolo della partecipazione civica.
L’iniziativa nasce dall’impegno dell’Associazione EMILY, da anni attiva nella promozione delle donne nella politica, nella società e nella cultura.
Il corso è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione (SPPEFF) dell’Università di Palermo, con il contributo scientifico del professor Gioacchino Lavanco, e con il supporto di realtà come Newbookclub Community Lab APS, Centro Siciliano Sturzo e Centri Ma’Ma.

Un percorso formativo riconosciuto e interdisciplinare
Il valore dell’iniziativa trova conferma anche nel riconoscimento istituzionale: gli Ordini professionali degli Assistenti Sociali, degli Architetti e degli Avvocati hanno infatti concesso i crediti formativi per gli incontri previsti. Un segnale chiaro dell’interesse trasversale che il tema delle politiche urbane e della formazione politica continua a suscitare.
Ad aprire i lavori saranno i saluti dell’Onorevole Antonello Cracolici, Presidente della Commissione Antimafia dell’ARS. Seguirà la presentazione del programma a cura di Milena Gentile, Presidente dell’Associazione EMILY, e del professor Gioacchino Lavanco.
Tra gli ospiti anche lo scrittore Roberto Alajmo, autore e osservatore attento delle dinamiche cittadine, la cui presenza contribuirà ad arricchire il confronto con uno sguardo culturale e narrativo sulla città di Palermo.
Il programma prevede numerosi interventi che mettono in dialogo competenze diverse. Interverranno, tra gli altri, Giuseppina Leone (Presidente dell’Ordine degli Architetti), Valentina Li Mandri (Consigliera dell’Ordine degli Avvocati), Giuseppe Ciulla (Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali), Antonino Bianco (Direttore del Dipartimento SPPEFF), Vittorio Corradino (Ordine dei Giornalisti), Monica Longo (Vicepresidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati), Manola Albanese (psicoterapeuta Ma’Ma), Carola Messina (Direttivo Centro Siciliano Sturzo) e Alessio Castiglione (Presidente Newbookclub Community Lab APS).
A condurre l’incontro sarà la giornalista Giovanna Cirino di TGS.
Una riflessione sulla città e sulle relazioni sociali
Il corso si inserisce in un percorso già avviato negli anni precedenti. L’esperienza del 2025 ha registrato una partecipazione significativa, spingendo gli organizzatori ad ampliare il target: “Con il corso del 2025, che ha riscosso notevole successo di partecipazione – ha sottolineato Milena Gentile, Presidente dell’associazione Emily – ci è sembrato necessario rivolgerci a entrambi i generi, come da sempre facciamo attraverso la formazione nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro, perché in questo momento il malato grave è proprio la relazione tra i generi”.
Il tema delle relazioni si intreccia con quello dello spazio urbano. La città diventa così un luogo da ripensare, non solo dal punto di vista tecnico ma anche culturale e sociale.
“Con l’aiuto di eccellenti professionalità – ha proseguito – abbiamo tracciato le linee di azione che servono per decostruire le dinamiche sottese alla violenza di genere. Allo stesso modo, per affrontare le politiche urbane abbiamo chiesto a professionisti, esperti e attori del territorio di raccontare sperimentazioni urbane e sociali innovative, nella consapevolezza che serve acquisire uno sguardo creativo per generare politiche pubbliche efficaci. Anche per la città non basta la tecnica: serve un cambio di paradigma culturale. Occorre smettere di progettare per un “utente medio neutro” (generalmente identificato nel maschio adulto bianco lavoratore). Guardare la città con gli occhi di una donna, di chi cura i figli, degli anziani, dei bambini e delle bambine o delle minoranze permette di far emergere bisogni invisibili e pianificare spazi per le relazioni, servizi sociali e infrastrutture che rispondono alle esigenze di tutte e tutti. Ma soprattutto urge attivare gli anticorpi di questa città per contrastare la sempre maggiore disaffezione di chi la vive”.
Il titolo del corso richiama un passaggio chiave: trasformare la percezione della città da spazio subito a luogo progettato e condiviso. Un cambio di prospettiva che riguarda amministratori, professionisti e cittadini.
L’approccio proposto punta a integrare competenze diverse e a valorizzare esperienze già presenti nei territori. Le politiche urbane, in questa visione, non si limitano alla pianificazione degli spazi ma includono relazioni, servizi e qualità della vita.






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