E’ caos candidature, Raciti convoca il Pd per decidere su Micari e Orlando conferma la scelta, a destra Attaguile molla Musumeci ma viene smentito da Roma

E’ caos candidature a destra e a sinistra in vista delle elezioni regionali siciliane. Gli schieramenti non riescono a trovare un accordo e fioccano candidati da tutti gli schieramenti.

Doppio se non triplo colpo di scena oggi a sinistra. Il Sottosegretario Davide Faraone lancia il suo endorsement per Micari. Il candidato ormai è scelto. A proporlo è stato Leoluca Orlando con la sinistra e il Pd lo ha accettato. Adesso coalizione ampia di centrosinistra sul modello Palermo intorno alla candidatura civica di Micari. Su Micari si spende anche Cardinale con la sua Sicilia Futura.

Ma Leoluca Orlando convoca una conferenza stampa proprio su argomento elezioni regionali. Rafforza la sua òposizione su Micari, ricorda di averlo proposto lui è che i primi ad accettarlo sono stati SI e Mdp, rivendica il cocnetto di candidatura civica e a Mdp ricorda che a Roma sta governando con Alfano. Insomma difende lì’intero percorso e dsi dice prponto a incpontrare di nuovo al sinistra estrema a pattoc he non si presenti con una idea preconfezionata e un comunciato stampa già scritto.

Intanto il segretario del Pd siciliano Fausto Raciti convoca il partito per lunedì per decidere ufficialmente proprio su Micari. La strada, dunque, non è ancora in discesa.

Al contrario la lite fra Orlando e la sinistra si fa dura. “Il “Modello Palermo” è stato abbandonato da Leoluca Orlando che lo ha consegnato nelle mani del patto stretto tra Renzi ed Alfano”. scrive su facebook Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune al Comune di Palermo.

“Al cospetto di questo patto sciagurato, siglato a Roma, naufraga il cosidetto “Modello Palermo” che, impropriamente, qualcuno ha interpretato come una melassa indistinta composta da una sommatoria di sigle politiche  alleate per consolidare un accordo di potere. Questo non è il “Modello Palermo”! Anzi, questo equivoco, innescato dal suo stesso artefice, ne ha determinato il naufragio politico. Il “modello Palermo” nasce dall’esaltazione dell’anomalia politica e dall’unicità dell’esperienza amministrativa che hanno caratterizzato gli ultimi cinque anni della vita politica della città e che sono state in grado di produrre un’egemonia culturale tra le forze politiche e sociali”.

Rioncara la dose il capogruppo a Montecitorio di Mdp “Se vuoi fare una coalizione di centrosinistra con esponenti del centrodestra, puoi anche chiamarla civica, per noi resta un’ipotesi innaturale, indigesta e irricevibile – scrive su Facebook Francesco Laforgia – il civismo non può essere sovraordinato rispetto alle differenze e alle culture politiche. Altrimenti è solo trasformismo. Si smetta di giocare con le formule e le parole. La Sicilia merita qualcosa di meglio”.

Secondo colpo di scena viene da sinistra con Ottavio Navarra che cerca di portare a se SI e Mdp che hanno ormai abbandonato la coalizione ma loro pensano a riportare in campo Claudio Fava.

Terzo colpo di scena a metà il tentativo di portare in campo anche un uomo come Corradino Mineo.

Se a sinistra è bolgia a destra non va meglio. Silvio Berlusconi non molla l’idea di andidare Gaetano Armao che intanto è partito con il suo tour elettorale ma chiede unità alla colazione. Mentre tutti restano in silenzio quasi a riflettere sul nuovo tentativo di avvicinamento, arriva il nuovo colpo di scena, stavolta a destra.

Angelo Attaguile, Segretario di Noi con Salvini Lega dei Popoli rompe gli indugi e si candida in prima persona. Aveva già annunciato da mesi la propria candidatura ma poi aveva fatto un passo indietro per appoggiare Musumeci. Visto che sull’ex An non c’è convergenza del centro destra, i salvianiani abbandonano Musumeci.

Ma Attaguile viene sconfessato poco dopo dal vice segretario nazionale Giancarlo Giorgietti “La questione della candidatura alla presidenza della regione Sicilia la sta seguendo direttamente Matteo Salvini nell’ottica di un centrodestra unito. In questo senso l’unica proposta presa in considerazione è Nello Musumeci, in grado di ripulire, rilanciare e dare un futuro migliore alla Sicilia. Posizioni diverse da queste sono espresse a titolo personale e non corrispondono alla posizione del movimento Ncs e Lega”.

Il panorama, adesso, è davvero confuso. A destra ci sono candidati Gaetano Armao, Nello Musumeci e Angelo Attaguile; a sinistra Fabrizio Micari, Rosario Crocetta che corre col Megafono, Ottavio Navarra e probabilmente Claudio Fava o Corradino Mineo. Al centro fra gli schieramenti resta Roberto Lagalla. Ci sono poi i candidati indipendenti ovvero Franco Busalacchi con i Nuovi Vespri, Roberto La Rosa con Siciliani Liberi, Piera Maria Lo Iacono con i Liberali. Su tutti l’unica cosa certa resta la candidatura di Giancarlo Cancelleri per il Movimento 5 stelle.

E siamo a undici candidati ma mancano ancora 70 giorni alle elezioni.

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