Arriva il lieto fine per la storia del bimbo palermitano di appena 10 mesi, che vi abbiamo raccontato ieri, e che ha necessità di sottoporsi urgentemente ad un esame medico specialistico. L’esame è stato fissato per l’8 marzo all’ospedale Di Cristina.

Esame urgente

Del piccolo, affetto da un lieve ritardo posturo-motorio causato da una instabilità neurovegetativa e da disturbo del ritmo sonno-veglia, vi avevamo parlato dopo aver raccolto la denuncia della madre, Raffaella Avvisti, circa le lunghe liste di attesa in tre strutture sanitarie pubbliche di Palermo, cioè l’Aiuto Materno di via Lancia di Brolo (gestito dall’Asp), il Di Cristina (ospedale dei Bambini) e il Policlinico.
Il bambino deve effettuare un elettroencefalogramma con privazione del sonno, come da indicazione del neuropsichiatra infantile che lo segue, e del pediatra, entro 10 giorni.

Il ‘giro’ tra i Cup

Raffaella, nei giorni scorsi, avevano contattato i Cup delle tre strutture, scoprendo che si prefiguravano tempi lunghi per poter fare l’esame.
La donna si era rivolta innanzitutto al Di Cristina, dove in un primo momento le era stato detto che non c’era disponibilità entro i prossimi tre mesi. All’Aiuto Materno, invece, liste di attesa sino a settembre.
Al Policlinico infine, avevano informato Raffaella di non avere la strumentazione adatta per un bambino così piccolo.

La decisione di rivolgersi ad una struttura privata

Raffaella, stanca di aspettare e non vedendo all’orizzonte soluzioni, aveva prenotato l’esame in un centro medico privato per il 15 marzo al costo di 150 euro.
“Trovo profondamente sbagliato – ci aveva detto – dover pagare l’esame quando mi spetterebbe in esenzione con il sistema sanitario nazionale. E la situazione del mio bimbo è analoga a quella di tanti altri, purtroppo. Bambini con patologie più o meno gravi non possono aspettare per fare esami così importanti”.

La telefonata del Policlinico

Dopo che la vicenda di Raffaella e del figlio è finita sui giornali, la donna ha ricevuto una telefonata.
“Mi ha chiamata – conferma oggi – Barbara Ciardelli, responsabile dell’Urp del Policlinico che ringrazio tanto.
Con grandissimo garbo e altrettanta gentilezza si è scusata, invitandomi a intraprendere un percorso per effettuare l’esame. In pratica, al Cup mi avevano comunicato per errore di non avere la strumentazione adatta”.

La prenotazione all’ospedale dei Bambini

Nel frattempo Raffaella aveva nuovamente contattato telefonicamente l’ospedale Di Cristina, rivolgendosi direttamente alla direzione medica e facendo nuovamente presente il suo caso. Dopo poco è stata richiamata, ed un impiegato le ha comunicato che il piccolo potrà sottoporsi all’esame medico il giorno 8 marzo alle ore 9.

L’appello

“Noi siamo stati fortunati – conclude Raffaella – ed abbiamo trovato ascolto. Dopo che la nostra storia è diventata pubblica, sono stata contattata da numerose persone che volevano pagare di tasca propria l’esame per mio figlio.
Io ho ringraziato e rifiutato, perché il mio intento non era quello di non pagare l’esame, quanto piuttosto di denunciare i disservizi del sistema sanitario. Colgo l’occasione per lanciare un appello a chi ci amministra e si occupa di sanità partendo da una constatazione: gli ospedali sono sotto pressione, perché non donare il macchinario che esegue questo esame a qualche centro riabilitativo privato, ma che opera in convenzione, come quello dove effettua le terapie mio figlio? Sarebbe una iniziativa bellissima, perché tante strutture seguono numerosi bambini che hanno bisogno di sottoporsi a questo esame che è molto importante. Intanto ringrazio l’ospedale dei Bambini”.