Sarà un Festino senza processione, con un programma religioso modificato per le esigenze di distanziamento interpersonale, ma ci sarà.

È un aspetto sottolineato e condiviso dal sindaco Leoluca Orlando all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, dall’assessore alla Cultura Adham Darawsha, dal parroco della cattedrale Filippo Sarullo, tutti presenti alla conferenza stampa di presentazione questa mattina in Curia.

Un Festino 2020 che sarà globale e raggiungerà gratuitamente tutti gli angoli della terra grazie ad un film realizzato dalla registra Costanza Quadriglio, intervenuta questa mattina, sul quale non sono stati forniti molti dettagli se non il titolo “Palermo sospesa c’è il Festino che non c’è” in tre atti, le cui riprese si focalizzeranno sui principali eventi che si svolgeranno da oggi fino a giorno 15 luglio e che coinvolgono associazioni ed enti culturali della città.

Giorno 10, dopo la messa, ci sarà l’accensione di un cero commemorativo per le vittime del coronavirus; giorno 11, 12 e 13 il tradizionale triduo; la messa a Palazzo di città sarà sostituita giorno 13 dall’atto di affidamento a Santa Rosalia nella cappella di Palazzo delle Aquile. I Vespri di giorno 14 si svolgeranno sul sagrato della cattedrale dove è possibile ricavare fino a mille posti, alle ore 19,30, e vi parteciperanno tutte le confessioni religiose cristiane e non; anche il Pontificale di giorno 15 sarà celebrata sul sagrato e da qui l’arcivescovo Lorefice rivolgerà il tradizionale messaggio alla città. L’urna d’argento con le reliquie della santa sarà accanto all’altare in entrambe le circostanze.

“Il Festino 2020 – ha detto Orlando – sarà un’occasione per essere comunità pur nel distanziamento fisico. La sua stessa modalità di svolgimento è segno di una Palermo sospesa, ma abbiamo voluto che ci fosse lo stesso, che fosse l’occasione per fare conoscere Palermo a tutto il mondo, come tributo a santa Rosalia e ai palermitani. È in cantiere la possibilità che ci siano delle manifestazioni in autunno in un’ottica di continuità con l’8 dicembre perché Rosalia è vicina alla città tutto l’anno”.

“Palermo – ha ricordato Lorefice – ha attraversato la sua ennesima peste. Lo spazio e il tempo che per noi sono barriere e limiti sono stati abbattuti da Rosalia e il festino di quest’anno ci invita a viverlo nel luogo più vero, cioè nel cuore. Il posto più intimo che sperimenta gli anticorpi a tutto il male attraverso l’amore, per non sclerotizzarsi. Le circostanze che viviamo ci offrono l’occasione affinchè questo Festino sia il più spirituale e vicino alla preghiera”.

Dal momento che tutte la maggior parte delle manifestazioni graviteranno intorno al Cassaro, ci si aspetta che siano un’opportunità di rilancio per le attività della zona.

Quest’anno dunque nessun carro di Santa Rosalia.