Francesco Giambrone viene riconfermato per altri cinque anni sovrintendente del Teatro Massimo. La conferma nell’incarico adesso dovrà essere ratificata dal ministro dei Beni Culturali.

Si è riunito ieri pomeriggio il Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro Massimo, presieduto dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e composto da Luciano Fiorino, ex presidente dell’Ente Autonomo Regionale “Teatro di Messina”, nominato dal ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli; Castrenze Guzzetta, chirurgo, già vicepresidente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, nominato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci; Federico Ferina, avvocato, nominato dal sindaco Orlando, già componente del Consiglio di amministrazione del Teatro Biondo; Daniele Ficola, riconfermato, ex direttore del Conservatorio di Palermo, scelto dal ministro Bonisoli all’interno della terna di nomi proposta dal Comune e dalla Regione.

Il Consiglio di indirizzo ha affrontato i punti all’ordine del giorno e ha proceduto all’unanimità alla nomina del vicepresidente, nella persona dell’avvocato Federico Ferina, e ugualmente all’unanimità ha deciso di proporre al Ministro dei Beni Culturali il nome di Francesco Giambrone come sovrintendente, confermando l’apprezzamento per il curriculum presentato e per l’attività svolta. Orlando ha infine rivolto un ringraziamento agli ex consiglieri di indirizzo Anna Sica, Leonardo Di Franco ed Enrico Maccarrone.

Intanto la Cgil Palermo esprime apprezzamento per la riconferma del sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone. “Ci aspettiamo che il sovrintendente e la nuova governance  – dichiara il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo – possano continuare a svolgere il lavoro svolto in  questi anni per il rilancio del teatro  e per la diffusione sempre più estesa di una cultura del lavoro, rispettosa di un lavoro di qualità e della centralità dei diritti.  Un’azione di sviluppo – prosegue Campo – che deve passare dalla valorizzazione del personale in tutti i settori, dalla stabilizzazione dei precari storici, da una programmazione culturale condivisa come punto di partenza per il  consolidamento dell’attività artistica e dell’immagine e delle risorse del Teatro. Ci auguriamo che il Teatro Massimo, istituzione culturale di prestigio in Italia, proiettata sempre più sul piano internazionale, sia fruibile da parte di tutti i cittadini e che Giambrone possa proseguire nell’opera di divulgazione culturale già intrapresa in favore di  chi abita nei quartieri di periferia. Per un teatro sempre più aperto ai lavoratori e a tutta la città”.