Come previsto niente dimissioni per il Presidente della Regione. La giunta regionale di governo si è svolta in odo ordinario affrontando i 13 punti all’ordine del giorno, tutti di ordinaria azione politica.
I 13 punti all’ordine del giorno
Gli assessori hanno discusso della nomina del direttore del Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario della Regione Siciliana), del protocollo di intesa tra la Regione Siciliana e la Procura distrettuale di Catania per l’assegnazione temporanea di personale regionale alla Procura. Ancora degli schemi di decreti attuativi per gli aiuti alle imprese agricole e della pesca per il contrasto al caro carburante e della revoca e conferimento del nuovo incarico del mobility manager, così come di altri temi meno rilevanti dal punto di vista della stampa. Solo l’ultimo punto all’ordine del giorno destava attenzione: comunicazioni del Presidente. Un punto che si trova spesso nelle convocazioni di giunta insieme a varie ed eventali.
La chiusura della giunta e i prossimi passi
Nel breve volgere di 48 ore, dunque, lo scenario è cambiato e Schifani ha deciso di accettare (almeno così sembra) l’invito a Roma per metà della prossima settimana. In quella sede incontrerà il segretario nazionale Antonio Tajani insieme al commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo dalle cui parole era partito lo scontro. Sarà quello il momento della verità.
Tajani ribadirà l’intenzione di non procedere ad un governo Schifani bis pur chiedendo al governatore di restare in carica e guidare la Regione almeno fino all’inizio del 2027 per poi pensare a dimissioni magari a febbraio per andare alle urne ad aprile o maggio. In questo modo l’attuale governo gestirà sia la manovra finanziaria attualmente in aula che la legge di stabilità 2027 della Regione che sarà una manovra probabilmente ricca.
Non una discussione che si annuncia serena
Schifani, da parte sua, non sembra disposto ad accettare una simile ipotesi e andrà da Tajani, col quale ha già litigato ferocemente al telefono, forte dell’appoggio rinnovato dagli alleati a partire dal Presidente del Senato Ignazio la Russa poi ribadito da autonomisti e Dc.
Per convincerlo ad un simile percorso bisognerà mettere sul piatto qualcosa che rappresenti il rispetto dell’uomo, della sua storia politica e del ruolo. Almeno questo quanto dicono donne e uomini vicini al presidente. La situazione che sembrava essere arrivata al capolinea è tornata in discussione






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