Non solo il rinvio delle elezioni nelle ex Province. C’è altro dietro la rinnovata coesione all’Ars che ha permesso di approvare l’esercizio provvisorio. Lo hanno detto subito i deputati del neo costituito gruppo della Lega.

“Quanto avvenuto in Aula non può essere sottovalutato né considerato un mero incidente di percorso. È piuttosto sintomatico di un difetto e una carenza di comunicazione fra il Governo e la maggioranza in Assemblea Regionale Siciliana”, avevano dichiarato a caldo Antonio Catalfamo, Marianna Caronia, Giovanni Bulla e Orazio Ragusa ma subito dopo avevano rivendicato il loro ruolo: “La Lega ha votato l’esercizio provvisorio nel suo complesso per senso di responsabilità, perché occorre che la macchina amministrativa non resti paralizzata e si diano risposte urgenti a quanti dipendono dal bilancio della Regione”.

Ma la richiesta di spazio era fra le righe seguenti di quella nota: “Adesso non è possibile rimandare un momento d’incontro, confronto e dialogo con il Governo e con il Presidente della Regione, che ci auguriamo possa avvenire già nei prossimi giorni”.

E alla fine lo spazio in giunta ci sarà. Musumeci è persona politicamente ragionevole e dunque apre ad un nuovo assessore targato Lega come d’altronde sta nelle cose fin da quando alla Lega dal palco del teatro Massimo di Palermo la scorsa estate lanciò il suo messaggio d’alleanza. Lo sposalizio si farà, anche se è solo un matrimonio di convenienza perché l’uno continua a diffidare dell’altro.

La poltrona che traballa è quella di Edy Bandiera perchè la Lega vuole il posto dell’agricoltura anche se non spetterà ad un deputato. Si tratterà di un tecnico d’area indicato dal partito di Salvini.

Sponsor di questa operazione sarà il più leghista dei bellissimi, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ma anche il neo leghista pontiere con gli azzurri Nino Minardo,tant’è che dal range azzurro si preleva lo spazio per la giunta. Tra lunedì e martedì i quattro deputati regionali della Lega insieme al commissario Stefano Candiani e proprio Minardo, incontreranno Musumeci e Razza per aprire la discussione che porterà alla nomina del nuovo assessore probabilmente a maggio dopo l’approvazione di bilancio e finanziaria.

Sul tavolo, però, resterà il tema assessorato ai Beni Culturali. A maggio saranno ormai 14 mesi di interim a Musumeci del settore che fu guidato dal compianto Sebastiano Tusa. Se Musumeci sembra proprio essesi invaghito della materia è anche vero che prima o poi un assessore dovrà pur mettercelo e l’occasione sembra decisamente propizia anche perché Forza Italia avrà una carta in più nell’indicare il proprio gradimento avendo lasciato spazio alla Lega per l’agricoltura. E non basta la promessa di dar spazio alle donne e agli uomini di Miccichè alla prossima tornata elettorale. Se Miccichè con la Lega non litiga più, al contrario sembra aver trovato un nuovo rapporto, resta il fatto che la stessa Lega gioca con due mazzi di carte visti i legami con Fratelli d’Italia dove c’è in prima linea quel Salvo Pogliese che dagli azzurri è scappato in polemica proprio con Miccichè.