Due no consecutivi,  due battute d’arresto per il governo all’Ars sugli articoli 8 e 9 del ‘collegato’ alla finanziaria l’attesa manovra economica che si sarebbe dovuta fare già in febbraio ed è slittata ripetute volte. E’ il voto segreto a mandare, ancora una volta, in tilt la maggioranza: e secondo l’assessore al territorio Toto Cordaro sarebbe andato in tilt anche il sistema di rilevazione del voto. Così seduta chiusa e nuovo rinvio a martedì prossimo. Un buon motivo per prendere il tempo necessario ad un confronto interno e ad un chiarimento che però potrebbe non arrivare lo stesso.

Il governo è stato battuto per due volte col voto segreto sulle norme per il trasporto pubblico locale (27 a 26) e per le convenzione in materia energetica (25 a 23). A quel punto, Cordaro ha preso la parola e rivolgendosi alla presidenza ha detto: “C’è un problema legato alla corretta funzionalità del sistema di rilevazione del voto in aula, ci sono deputati che hanno votato ma non risultano”.

Volendo accertare il funzionamento del sistema il presidente di turno, Roberto Di Mauro, ha comunicato il rinvio della seduta a martedì prossimo.

Ma il problema è più politico che tecnico. Parla di danno arrecato alla Sicilia e ai siciliani l’assessore ad energia e rifiuti Alberto Pierobon “La bocciatura dell’articolo 9 del collegato è un danno enorme per la Sicilia. Provo dispiacere perchè oggi è stata persa una grande occasione in maniera inspiegabile”. La norma avrebbe stanziato 15 mila euro per rimborsare per due anni le missioni di tecnici esperti a livello internazionale per verificare e certificare o meno l’efficientamento degli impianti e della gestione dei rifiuti, fornendo anche una consulenza evoluta. Altri 20 mila euro erano destinati per due anni per siglare un accordo con l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale vigilato dal ministero dell’Ambiente, per il supporto tecnico nei rifiuti, nelle bonifiche dei siti contaminati e delle acque.

“Da un anno lavoravamo a questa proposta – spiega Pierobon – era un’occasione che ero riuscito a ottenere per aiutare in via eccezionale la Sicilia a costi contenuti. In cambio avremmo avuto un grosso supporto e persino la possibilità di un investimento da un milione di euro sull’immobile dell’Arpa per potenziare la ricerca in Sicilia anche in ambito marino. Quanto ho sentito oggi in Aula è fuori da ogni logica e verità. Un minestrone di cose che non c’entrano con questa iniziativa. Se ne era pure parlato in commissione Ambiente e in commissione Bilancio. Oggi credetemi, e posso dimostrarlo, è stato fatto un danno all’Isola, è stato perso un treno e mi auguro che ci possa essere modo di rimediare”.

L’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone ci va già, invece, più pesante e attacca l’opposizione pentastellata accusandola di ‘atti da canaglia’ ‘“La bocciatura della norma che prevedeva la gratuità del biglietto sugli autobus dell’Ast per Forze dell’ordine, disabili, anziani e studenti, rappresenta l’ennesimo atto di spregiudicatezza del Movimento 5 Stelle. I grillini portano in scena tutto il repertorio delle proprie contraddizioni – dice Falcone – a danno delle forze dell’ordine, uomini e donne che servono lo Stato rischiando la vita, ma anche sulla pelle di giovani studenti, anziani e disabili, categorie che restano così vittime di un modo di fare politica tanto canaglia quanto spregiudicato”.

“In più, aver votato non soltanto contro tale norma, ma godendo della furbesca copertura del voto segreto, rende i grillini ancora più invisi in quanto sempre più alfieri delle vecchie logiche, quella del tanto peggio, tanto meglio per affossare la Sicilia. Al contempo, nello stesso solco di becero opportunismo ci sono i rappresentanti del PD, coloro che nei cinque anni scorsi, sostenendo il peggior governo regionale di sempre, hanno distrutto la Sicilia e oggi vorrebbero completare il loro pessimo lavoro. Ecco perché – conclude Falcone – i siciliani hanno voluto relegare sia loro che il M5s all’opposizione”.

Ma la risposta 5 stelle è politica “Quando provi a mettere insieme i cocci di un vaso raccogliticcio succede che questo prima o poi andrà in frantumi. Così la maggioranza che sostiene Musumeci in Ars sta andando in frantumi anche per un nonnulla. Basta una votazione con voto segreto ad un emendamento neanche tanto importante in Aula per fare uscire i franchi tiratori che sconfessano Musumeci. Il Presidente prenda atto di questa ennesima sconfitta e tiri le somme” dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Francesco Cappello .

“Dalle uscite di Armao – ricorda Cappello – ai malumori degli stessi esponenti di Diventerà Bellissima in tutta la Sicilia per le opinabili scelte di rimodulazione della rete ospedaliera dell’assessore Razza, ai mancati numeri in Aula, sono tutti segnali tangibili che testimoniano lo stato di pessima salute di Governo e maggioranza regionali. Se davvero Musumeci vuol rendere bellissima la Sicilia, valuti l’uscita di scena” – conclude Cappello.

Poi, a distanza di 12 ore, arriva anche la risposta tecnica “Dietro il paravento dello spot del trasporto pubblico locale gratuito per disabili, forze dell’ordine e studenti, c’era il chiaro intento di destinare 10 milioni di euro per sei mesi solo all’Ast e non alle altre aziende concessionarie del trasporto pubblico. Ci sarebbero state agevolazioni solo per gli abitanti di alcune zone della Sicilia, in quanto l’Ast non copre tutto il territorio regionale. Per questo abbiamo bocciato la norma, con l’intento di riportarla in commissione di merito per approfondirla e migliorarla”.

“Falcone – prosegue Cappello – sta tentando di strumentalizzare l’accaduto per mettere i beneficiari del trasporto gratuito contro il Movimento. Dieci milioni di euro in sei mesi all’Ast sono una somma eccessiva, perché l’azienda riceve già 22 mln di euro l’anno. Abbiamo chiesto spiegazioni sulla proposta di estendere gli effetti della norma anche alla Jonica Trasporti e non abbiamo ricevuto risposte. Nessuna apertura, quindi, così il voto segreto, peraltro richiesto dal Pd, ci ha consentito di bocciare la norma, cosa che però non sarebbe avvenuta senza il concorso di una parte della maggioranza. Falcone vada quindi a cercare in casa propria quei franchi tiratori che remano contro e gonfiano la crisi di questa maggioranza e di questo governo, ormai sempre più alla frutta e incapace di cavare un ragno dal buco”.

Sottolinea, invece, il mezzuccio usato per il rinvio tecnico e per non ammettere la sconfitta politica il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo “Ne avevo sentite tante a Sala d’Ercole, ma un governo che invece di ammettere la sconfitta in aula dice che ‘il sistema elettronico di voto non ha funzionato’, rasenta il ridicolo. Oltretutto il sistema ha funzionato perfettamente nella rilevazione dei voti delle opposizioni”.

“Siamo di fronte – conclude Lupo – ad un tentativo, tanto goffo quanto inutile, di nascondere un fallimento politico”

E nella stessa maggioranza c’è chi si chiede se i malumori legati al rinvio del rimpasto e agli accordi che non si trovano possano avere avuto un ruolo nella raccolta dei franchi tiratori manifestatisi col voto segreto o nelle assenza viste nella maggioranza