Come è strana la politica. La guerra al voto segreto all’Ars dichiarata dal presidente della Regione dopo che la riforma dei rifiuti è stata impallinata in aula vive di anomali favorevoli e contrari. Mentre il parlamento siciliano rischia la paralisi per effetto dell’intenzione del governo di non andare più in aula fino a quando proprio il voto segreto non sarà abrogato, dall’altra parte in difesa dell’istituto arrivano prese di posizione da parte dei 5 stelle. “Se il voto segreto c’è comunque lo usiamo e non certo per nascondere i nostri voti, ma per evidenziare la falle di una maggioranza che è tale solo sulla carta” dicono i pentastellati. Una difesa che non ti aspetti da chi ha sempre sostenuto che occorre fare tutto alla luce del sole ma che riguarda solo il caso specificio visto che poi gli stessi pentastellati ricordano che la proposta di abolizione del voto l’hanno presentata loro da mesi e non sono contrari in linea di principi.

Si badi bene, il voto segreto è un istituto che ha un motivo di esistere. Fu introdotto in un periodo storico in cui i partiti governavano tutte le scelte. Il voto segreto permetteva a deputati in disaccordo di esprimere il proprio dissenso secondo coscienza senza doverne subire le conseguenze da parte del partito. Un senso, dunque, il provvedimento ce l’ha anche se in un’epoca in cui le ideologie e le disposizioni di partito quasi non esistono più o sono comunque ridotte all’osso, forse è arrivato il momento di abrogare questo sistema che in passato abbiamo anche difeso. La responsabilità di metterci la faccia è quella a cui richiama Musumeci e in linea di principio non è sbagliato quando gruppi e partiti non sono più egemoni. Ma resta la domanda: è davvero così che stanno le cose. I partiti non sono più egemoni?

Intanto arriva la lettera di Diventerà bellissima al Presidente dell’Ars. Il gruppo del partito di Musumeci è, naturalmente, col suo presidente dopo la sfuriata all’Ars dello stesso Musumeci

L’abolizione del voto segreto all’Ars sui disegni di legge di riforma, approvazione di bilanci e consuntivi e relativi emendamenti, nonché su tutti quelli che comportino aumenti di spesa o diminuzioni di entrate, indichino i mezzi con cui farvi fronte, o comunque “appostazioni” di bilancio. È la proposta ufficiale di modifica del regolamento interno sollecitata dal gruppo parlamentare di DiventeràBellissima con i propri deputati (Alessandro Aricò, Giusi Savarino, Giorgio Assenza, Giuseppe Zitelli e Pino Galluzzo), con l’obiettivo di allineare l’Ars alle regole in vigore presso Camera e Senato.

Nella richiesta a Gianfranco Miccichè (presidente dell’Ars e della Commissione del regolamento) i deputati regionali del movimento politico guidato da Nello Musumeci sottolineano, infatti, che «nei due rami del Parlamento nazionale sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni riguardanti le persone e, solo su richiesta, quelle che incidono sui principi e sui diritti di libertà, sui diritti della famiglia e sui diritti della persona fisica».

La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, insomma, “nei propri regolamenti interni hanno limitato il voto segreto a pochi casi ben definiti». Secondo DiventeràBellissima, quindi, «appare improcrastinabile la necessità di adeguare il nostro Regolamento interno, in tema di voto segreto, a quello del Senato, onde evitarne l’uso improprio e distorto”.

Quindi, “anche alla luce degli ultimi accadimenti avvenuti nell’Aula del Parlamento siciliano», il gruppo di DiventeràBellissima chiede a Miccichè «di porre all’ordine del giorno della Commissione la modifica dell’articolo 127 del regolamento interno che disciplina il voto segreto» ed auspica che su questo tema «vi sia massima convergenza all’interno dell’Ars”.

Una soluzione mediana, dunque. Non l’abolizione del voto segreto in ogni caso e ad ogni costo ma solo per riforme e bilancio.

Ma contro la sortita di Musumeci arriva l’anatema 5 stelle. “Musumeci  la smetta di fare come il bambino prepotente che quando non può vincere la partita  porta via il pallone, impedendo ai suoi compagni di giocare. Abolizione del voto segreto o paralisi di sala d’Ercole è un aut aut inaccettabile in un contesto democratico, specie se si ricorda che proprio Musumeci ed il suo gruppo, nella scorsa legislatura, votarono contro l’abolizione di questa modalità di voto” dicono  i deputati del Movimento 5 stelle all’Ars.

“È comodo – afferma il capogruppo Francesco Cappello – cercare di fare retromarcia sulla strada della coerenza, pur di mantenere assieme i cocci di una maggioranza a pezzi e di tenere in vita un governo sempre più comatoso e incapace di cavare un ragno dal buco. La verità è che il flop della legge sui rifiuti  non è che la ciliegina sulla rancida torta di fallimenti di un esecutivo che sta portando a fondo la Sicilia”.

Ma i 5 stelle ci tengono a precisare che la critica non riguarda l’abolizione del voto segreto in se ma l’uso strumentale che della vicenda starebbe facendo il governatore “Per quanto ci riguarda- conclude Cappello – non non siamo contrari all’abolizione del voto segreto, tant’è  che abbiamo presentato da mesi la proposta di modifica della modalità di voto. Se il voto segreto c’è comunque lo usiamo e non certo per nascondere i nostri voti, ma per evidenziare la falle di una maggioranza che è tale solo sulla carta”.