“Il lavoro agile è una opportunità da cogliere per migliorarci”. Lo dice la Fp Cgil Sicilia in seguito al cambio di direzione eseguito dall’amministrazione regionale in tema di smart working dei dipendenti regionali. Si va adesso, infatti, verso il rientro dei lavoratori nei propri uffici anche se non mancano le polemiche.

La Cgil ha indirizzato al Governatore Musumeci una lettera aperta nella quale vengono posti una serie di dubbi e interrogativi sulle scelte prese fino ad oggi dopo che lo stesso Musumeci ha comunicato l’esigenza di procedere, in tutti gli uffici regionali, al progressivo rientro dal lavoro agile, dei rispettivi dipendenti, in misura non inferiore al 50% in seguito ad alcune segnalazioni per disservizi. Nelle scorse settimane però lo stesso Governatore, sottolinea il sindacato, aveva rivendicato, come la Sicilia fosse la Regione che aveva, anche in misura superiore a tutte le altre, applicato lo smart working.

Per il rientro del personale servirebbe predisporre in tutte le sedi quanto necessario per l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e l’adeguamento dei luoghi di lavoro. Documenti e attività che non sarebbero pronti.  “In questi mesi di fermo – dice la Cgil -, i vertici istituzionali della Regione, sui quali ricadono precise responsabilità in materia, hanno fatto poco o nulla per preparare in sicurezza il rientro negli uffici”. “Se si approfondisse la questione – sottolinea ancora la Cgil – magari si scoprirebbe che la metà dei dipendenti regionali, utilizzati in questa modalità, percepisce poco più di un reddito di cittadinanza, svolgendo funzioni essenziali per la collettività”.

Il sindacato propone di andare avanti sulla strada intrapresa con la stipula di protocolli di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid 19, in tutti i dipartimenti. Condivide la necessità di procedere all’aggiornamento di tutti i DVR e alla verifica dell’uniformità dell’adozione delle misure di sicurezza in tutte le strutture periferiche, preannunciando di non essere disposta, in un contesto di rischio come quello attuale, ad arretrare di un solo millimetro, così come non può più essere derogata la necessità di un adeguato e uniforme livello di pulizia in tutti gli uffici.