Dei piani elettorali dei due imprenditori trapanesi fermati per mafia, Luppino e Giorgi, che avrebbero appoggiato alle ultime elezioni regionali il deputato Stefano Pellegrino (Fi), sarebbe stato informato anche il capo mandamento Dario Messina che, il giorno dello “spoglio” delle schede, venne aggiornato con sms dei risultati. Emerge dall’inchiesta della dda che ha portato a tre fermi e che vede indagato Pellegrino per corruzione elettorale. Il boss avrebbe anche ammesso coi due amici di aver procurato “162 voti” tra “parenti e cose” al parlamentare.

“In ogni caso – spiegano gli inquirenti nel provvedimento di fermo – dal complesso delle investigazioni svolte non è comunque emersa la messa a disposizione di Pellegrino in favore dell’associazione mafiosa e, pertanto, in relazione a un presunto accordo politico-mafioso tra Cosa nostra e il candidato, non si è raggiunto, allo stato e salvi ulteriori sviluppi, un grave quadro indiziario in riferimento alle possibili e diverse ipotesi di concorso in associazione mafiosa”.

“Del tutto chiaro è l’interesse di Luppino e di Giorgi – proseguono i pm – all’appoggio politico di uno specifico candidato, giacché è anche e soprattutto grazie all’infiltrazione nel tessuto politico che gli stessi possono conseguire il controllo delle attività economiche”.

“Dalle investigazioni svolte, allo stato attuale – concludono – non è emersa la prova che gli esponenti politici (Pellegrino e un altro candidato, Toni Scilla, ndr) si siano rivolti a Luppino e a Giorgi non solo perché imprenditori di rilievo e rappresentanti del movimento politico locale ‘Io amo Campobello’, ma anche perché consapevoli della loro appartenenza mafiosa”.

E anche dopo l’elezione i referenti seguono il percorso politico di Pellegrino “Oggi sono andato con Nino da Stefano Pellegrino e abbiamo parlato di politica e compagnia bella, domani si fanno i deputati questori. Lui, non so cosa minchia gli spetta, lui mi ha detto: ‘io ho già parlato con l’assessore quelli di… tutti gli assessori disponibili a venire in provincia di Trapani ha parlato addirittura con Sgarbi per le Cave di Cusa, e compagnia bella” dice l’imprenditore ritenuto mafioso Mario Giorgi parlando col nipote Calogero Luppino, “re delle scommesse online” riguardo proprio al neo eletto deputato di Fi all’Ars Stefano Pellegrino.

“Pellegrino mi ha detto – proseguiva Giorgi – ‘e vediamo rispetto agli assessorati dove possiamo… mettere, tutti… anche persone nostra di fiducia’ ed ha detto che vuole un curriculum per quanto riguarda un revisore dei conti all’assessorato all’Agricoltura che è un assessore di Forza Italia questo… Dice: ‘datemi un curriculum di un revisore dei conti iscritto all’albo… e cose, e poi vediamo le altre cose che possono nascere'”.