Il futuro dei lavoratori Reset è salvo. A comunicarlo è l’assessore al Bilancio del Comune di Palermo Sergio Marino. L’esponente della Giunta Orlando ha infatti annunciato che la stipula del contratto con la Partecipata avverrà il 31 dicembre.

Il documento avrà decorrenza a partire dal 1 gennaio 2022. Un atto che mette al sicuro le professionalità di 1270 impiegati dell’azienda, di cui soltanto uno sparuto numero sarebbe potuto rimanere in servizio.

La stipula del contratto Comune – Reset

“Tale soluzione  – sottolinea l’assessore Marino – consentirà di evitare ogni interruzione ai servizi resi da Reset. Ciò grazie alla disponibilità degli uffici che, pur in giorno festivo, provvederanno a firmare la determina e renderla operativa”. Sergio Marino, infine, ha tenuto a ringraziare “sia la Reset per il contributo dato. Ma anche gli uffici che hanno dato segno di responsabilità e attenzione per la città che fruisce di servizi essenziali da parte della partecipata”.

Questo permetterà all’Amministrazione di garantire alcuni servizi target essenziali. Un blocco, quello di Reset, che avrebbe esposto al rischio di una paralisi organizzativo-amministrativo alcuni settori chiave: fra questi, il canile municipale, i giardini comunali e, soprattutto, il cimitero dei Rotoli, già gravato dall’emergenza salme e dai problemi burocratici a Palazzo Barone. Ciò si unisce alle competenze di Reset sul tema dei diserbi. Operazioni delegate da Rap all’azienda, dopo l’esclusione delle operazioni dal contratto di servizio sottoscritto con il Comune.

Gelarda (Lega): “Partecipata gode di professionalità”

Soddisfatto dell’accordo anche il consigliere comunale della Lega Igor Gelarda.  “Dalla conferenza dei capigruppo appena terminata a Palazzo delle aquile, è emerso che, seppure con l’esercizio provvisorio, si potrà firmare il contratto per la Reset per il 2022 già il primo gennaio. Da un lato non possiamo che esprimere soddisfazione perché non ci sarà disagio per i lavoratori e per la città. Mentre dall’altro, non è giusto che la Reset venga trattata sempre come l’ultimo chiodo del carro, con i lavoratori che devono vivere la preoccupazione di essere sospesi, come lo sono da decenni, in balia delle bizze di un’amministrazione comunale che non riesce a valorizzarli”.

“Per questa ragione abbiamo proposto che, una volta che avremo il bilancio di previsione, la durata della parte economica del contratto venga portata a due anni. La Reset sarà uno dei nodi centrali per la prossima amministrazione, sicuramente di centro-destra che governerà questa città. Perché così non si può più continuare. La partecipata infatti gode di professionalità che sono utili per questa città, ma che non vengono valorizzate ed utilizzate a pieno in una città che ha bisogno di servizi”.