“Sono un’appassionata di sport, amo l’atletica leggera e il calcio e non posso non esprimere il mio dispiacere per ciò che sta accadendo alla US Città Palermo, club che è patrimonio non solo sportivo ma di un’intera città”.

Lo dice l’avvocato Nadia Spallitta che prosegue: “La scelta della lega di B di annullare i playout e di non bloccare i playoff è a mio avviso azzardata e potrebbe essere in contrasto con i principi di diritto vigenti in materia. Le partite andrebbero fermate, consentendo al Palermo di ricorrere in appello, perché non esiste una condanna definitiva e di questo il presidente ed i consiglieri della lega di B dovrebbero tenerne conto, anche alla luce di eventuali situazioni di conflitto di interessi che andrebbero accertate”.

“Ritengo inoltre – prosegue Spallitta – che non può essere penalizzata una società per dei fatti in relazione ai quali non sia stata emessa una sentenza definitiva e mi chiedo come sia possibile che venga oggi retrocesso il Palermo di quasi 2 categorie – dal momento che era probabile per la squadra la promozione in serie A – quando lo stesso presidente non sia ancora stato giudicato definitivamente dalla giustizia ordinaria”.

“Confido pertanto – conclude l’avvocato – nella corretta applicazione della legge, mi auguro che vengano sospesi i playoff e giocati i playout e che ci siano le condizioni per ribaltare la sentenza di primo grado del tribunale sportivo, riammettendo il Palermo e la città lì dove meritano di stare, soprattutto per blasone, per meriti sportivi e per una tifoseria che si è sempre distinta per fairplay e correttezza, dentro e fuori dal campo, e che non merita ulteriori ferite.
Si potrebbe anche immaginare una class action cittadina in relazione alla quale darei volentieri un mio personale contributo”.

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